Cronaca Corso Vercelli, 165

Carcere di Ivrea: detenuto aveva un piccolissimo cellulare in cella

A scoprirlo è stato la polizia penitenziaria. L'Osapp: "Agenti competenti e professionali, non altrettanto i vertici dell'amministrazione"

Un cellulare (a sinistra) del tipo di quello sequestrato nel carcere di Ivrea (a destra)

Un cellulare di dimensioni piccolissime (7x2 cm circa) con carta sim, perfettamente funzionante, è stato ritrovato martedì 27 giugno 2017 durante le operazioni di perquisizione di una cella del carcere di Ivrea da parte degli agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Ivrea. A nasconderlo è stato un cileno di 38 anni detenuto per rapina aggravata.

A denunciare l’episodio è il segretario generale dell’Osapp, sindacato di polizia penitenziaria, Leo Beneduci, che dichiara: "Per l’ennesima volta gli agenti della polizia penitenziaria hanno fatto il proprio dovere, dimostrando ancora una volta competenza e professionalità nell’interesse della sicurezza di tutta la collettività. Non altrettanti competenze ed interesse nei confronti del carcere ravvisiamo da parte del ministro della giustizia e dei vertici dell’amministrazione penitenziaria, che lasciano le donne e gli uomini del corpo abbandonati a se stessi".

Secondo Beneduci: "servono interventi urgenti sul sistema delle carceri italiane e piemontesi, ormai connotati da profonda disorganizzazione a cui solo la professionalità degli agenti penitenziari riesce a mettere un argine nonostante l'assenza di uomini e mezzi. La situazione denunciata sta facendo sprofondare nel baratro la gestione dell'esecuzione penale i cui margini di legalità sono prossimi allo zero".

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