Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Grugliasco

De Tomaso: ceduto il controllo dell'azienda, la rabbia dei lavoratori

L'annuncio della cessione del controllo dell'azienda non è stata accolta bene dai lavoratori della De Tomaso Automobili. "Siamo molto preoccupati, non sappiamo chi sia il nostro datore di lavoro". Questa mattina corteo e manifestazione

Sono giorni molto tesi in casa De Tomaso Automobili. La famiglia Rossignolo ha annunciato infatti la cessione del controllo dell'azienda ad "un gruppo di investitori esperti del settore automobilistico, che si sono dichiarati assolutamente convinti della validità del piano industriale". E' stato garantito che non saranno toccati i lavoratori e che "non ci sarà alcun impatto sull'occupazione e il progetto rimarrà invariato, anzi - ha dichiarato Gianluca Rossignolo - produrremo di più".

Le rassicurazioni non sono bastate ai lavoratori che questa mattina si sono riuniti davanti allo stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco, e hanno manifestato davanti all'assessorato regionale al Lavoro a Torino. "Siamo molto preoccupati - hanno dichiarato i dipendenti - non sappiamo chi sia il nostro datore di lavoro". "Se entro il 15 febbraio non si perfezionerà l'accordo annunciato - ha affermato l'assessore regionale Claudia Porchietto - chiederemo un tavolo al ministero del Lavoro per capire quale iter mettere a punto per tutelare i lavoratori della De Tomaso".

Di tutta la situazione sono rimasti sorpresi i sindacati che ora aspettano di avere maggiori dettagli. La famiglia continuerà "ad occupare alcuni fondamentali ruoli in azienda, legati soprattutto alla produzione e alla commercializzazione del prodotto, mentre al nuovo socio di maggioranza faranno capo tutte le decisioni finanziarie". I Rossignolo non vogliono rivelare chi sia la nuova proprietà. in passato si era parlato di un partner indiano, ma più di recente la famiglia ha annunciato un accordo con un costruttore cinese, senza fare il nome, che avrebbe acquistato la licenza della piattaforma Deuville, la vettura di lusso che doveva entrare in produzione prima alla fine dell'anno scorso e poi a metà 2012.

Potrebbero essere proprio i cinesi - il nome circolato era quello della Nac - ad avere acquisito il controllo della società. La De Tomaso versa da tempo in una situazione finanziaria molto delicata: ha avuto problemi a pagare anche l'affitto dello stabilimento e gli stipendi, i corsi di formazione sono iniziati solo per pochi lavoratori e i programmi industriali hanno subito continui slittamenti. "Il problema non è chi ha il controllo - commenta Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese - perché tutti da tempo sapevano che la famiglia Rossignolo era alla ricerca di un partner finanziario importante, ma quello che ci interessa è che vengano confermati gli impegni industriali per Torino". La Fim parla invece di "ennesimo colpo di scena" e la Uilm si dice allibita.

Gianluca Rossignolo rassicura: "Non ci sono colpi di teatro né cambi di localizzazione. Abbiamo solo dato stabilità finanziaria a un progetto che non aveva più le risorse necessarie perché non sono stati mantenuti certi impegni. Ci sono dettagli da definire, speriamo di ripartire in tempi rapidi". (Ansa)
 

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