Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Cavalli e striscioni davanti al Tribunale: "Procura galoppa, ma la biada la mettiamo noi"

La polizia zoofila aveva trovato all'interno di un cascinale di Mappano numerosi equini in completo stato di abbandono e denutrizione e li aveva sequestrati affidandoli alle cure dell'associazione

Sono arrivati con cavalli e striscioni e si sono posizionati davanti all'entrata del del Palazzo di giusitizia, in corso Vittorio Emanuele a Torino.

Sono i manifestanti dell'associazione "Nella terra dei cavalli" giunti da Leinì per protestare contro l'assenza di interesse da parte della Procura dopo il sequestro di numerosi cavalli per maltrattamenti, affidati all'associazione stessa.

Nel 2013, in un cascinale di Mappano, erano stati infatti sequestrati per maltrattamenti 26 equini, i quali poi erano stati affidati alle cure de "Nella terra dei cavalli". Nell'ambito di queste operazioni di cura e mantenimento, i soci, erano stati del tutto lasciati soli: "L'associazione si è fatta carico di tutte le spese, senza ricevere mai alcun contributo - spiega Giuseppe Raggi, presidente dell'associazione - ma ci servirebbero minimo 150 euro al mese per mantenere un cavallo, parlando solo di fieno, paglia e mangime".

Il mandato di sequestro era arrivato dalla Procura dopo il decesso di due puledri nel giro di pochissimi giorni. La polizia zoofila aveva, infatti, trovato gli animali denutriti e maltrattati: in alcuni casi - avevano dichiarato gli agenti - in molti cavalli si vedevano addirittura le ossa.

Insieme ai cavalli, i manifestanti si sono presentati anche con alcuni striscioni con le scritte: "La procura galoppa ma la biada la mettiamo noi" e "La procura li sequestra e poi li abbandona".

I cavalli sequestrati all'epoca erano stati 26: al momento nella onlus ne sono rimasto solo dieci.

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