Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Cenisia / Via Dante di Nanni

Inciampa e fa causa al Comune di Torino. "Buca poco profonda, niente rimborso"

La disavventura di un pensionato caduto per il dissesto stradale: la causa con il Comune viene persa perché la buca non era abbastanza profonda. Condannato a pagare le spese processuali di oltre due mila euro

TORINO - Lo sappiamo bene: le strade di Torino sono la copia in formato gigante di un famoso formaggio svizzero; delle groviere, con buche che possono mettere a serio pericolo la salute di chi guida; e anche di chi cammina.

Come Vito Infante, pensionato che quattro anni fa era inciampato in una dislivello provocato dalla sconnessione tra il lastricato di via Di Nanni. L’anziano si era infortunato, e aveva deciso di far causa al Comune. Ma adesso, dopo ben quattro anni dalla fatidica caduta, è arrivata la sentenza: la buca non era abbastanza profonda, e dunque il Comune non è tenuto a sborsare un soldo. In più, il signor Infante si deve sobbarcare tutte le spese processuali. Oltre al danno, la beffa.

La storia si svolge in via Dante Di Nanni, il primo luglio di quattro anni fa. Vito Infante, pensionato, stava camminando nell’area pedonale, presso l’incrocio con via Muriaglio, quando si è inciampato nello spazio lasciato da due lastroni di pietra sconnessi: nella caduta, il 63enne ha colpito la spalla, senza però avere esiti particolarmente gravi, dovendo rimanere con il braccio fasciato per circa un mese. Ma la vicenda non è stata presa bene dal pensionato: intenzionato a non darla vinta a nessuno, ha fatto causa al Comune di Torino, che dovrebbe provvedere alla manutenzione del manto stradale. Dopo quasi quattro anni, dal 2009 al 2013, è arrivata la sentenza del tribunale.

La sporgenza che ha fatto inciampare il signor Infante è tra i 2 e i 5 centimetri; la caduta sarebbe un caso fortuito, dunque. “Quando ho saputo l’esito della causa, sono rimasto sconcertato – commenta il pensionato –. La buca era oltretutto più profonda di quei pochi centimetri”. Il signor Vito viene dunque condannato a pagare le spese di lite: 2.200 euro. Ironia della sorte: a pochi centimetri dalla buca oggetto della contesa (che è poi stata coperta), oggi ce n’è una nuova; e non è purtroppo sola: in molti punti di via Di Nanni le lose sono sconnesse. Nella speranza che vengano risistemate prima che qualcun altro faccia la fine dello sfortunato cittadino.

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