Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Due ore sotto torchio, Caterina Ferrero respinge tutte le accuse

Al gip Trevisan, che l'ha sentita per due ore, l'ex assessore ha, secondo le parole del suo avvocato Macchia, "chiarito la sua posizione". Il presidente Cota: "Sono molto colpito da tutta la vicenda"

Chi si aspettava un'ammissione, anche solo parziale, di responsabilità è rimasto spiazzato. Caterina Ferrero, l'ex assessore regionale agli arresti domiciliari per turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità piemontese, ha respinto tutte le accuse.

Al gip Cristiano Trevisan, che l'ha sentita per due ore, Caterina Ferrero ha, secondo le parole del suo avvocato Roberto Macchia ,  "chiarito la sua posizione". L'ex assessore, continua il legale, "ha fornito il suo punto di vista e respinto le contestazioni mosse dai magistrati sia sulla turbativa d'asta, sia per quanto riguarda l'abuso d'ufficio, reato per cui peraltro non è stata effettuata nessuna richiesta di custodia cautelare".

Per ora non c'è comunque alcuna richiesta di scarcerazione, anche se il legale si è riservato un decisionne nelle prossime 48-72 ore. Il reato di turbativa d'asta, contestato nell'ordinanza di arresti domiciliari, riguarda la revoca del bando di gara di fornitura dei pannoloni per anziani per un importo complessivo di 50 milioni di euro. Per lo stesso reato erano stati già arrestati Piero Gambarino, stretto collaboratore dell'assessore, Luciano Platter e Marco Cossolo, presidente di Federfarma Piemonte e segretario di Federfarma Torino. Gli ultimi due si trovano agli arresti domiciliari.

All'ex assessore sono contestati anche altri due reati, per i quali non sono state adottate misure cautelari: l'abuso d'ufficio per la vicenda dell'apertura del reparto di emodinamica dell'ospedale di Chivasso, per cui sono indagati Gambarino e il commissario dell'Asl To 4, Renzo Secreto; e la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente riguardante il concorso per la consulenza in Regione di Sergio Bertone, commissario uscente dell'Asl di Novara; per quest'ultimo reato sono indagati anche lo stesso Bertone e Gambarino.

Il presidente Roberto Cota in consiglio regionale ha affermato, in serata: "Ritengo di aver tutelato l'ente Regione, sia dal punto di vista dell'opportunità, sia sotto il profilo della piena funzionalità. Sono molto colpito da questa vicenda - ha ammesso il governatore - e intendo agevolare in ogni modo l'isolamento di eventuali mele merce, se dovessero esserci. Voglio farlo con grande determinazione e con altrettanta determinazione voglio portare avanti la riforma della sanità che abbiamo avviato e nella quale credo molto. Per farlo ho assunto io le deleghe alla Sanità. Non potrò tenerle per molto tempo, ma in questo momento ho ritenuto utile e necessario dare tutto il mio impegno per dare impulso al governo della Regione".


Fonte: Ansa

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