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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca Barriera di Milano / Via Renato Martorelli, 73

Omicidio nel centro di assistenza fiscale di Torino Barriera di Milano, la Cassazione: "Non fu premeditato, bisogna ridurre la pena"

Dovrà essere fatto un nuovo processo al gestore. Secondo i supremi giudici fu un delitto d'impeto

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con cui Marco Sapino, gestione del centro di assistenza fiscale di via Martorelli a Torino arrestato per l'omicidio del carrozziere Adriano Lamberti, era stato condannato a 30 anni di carcere. Secondo i supremi giudici, infatti, non ci sono prove della premeditazione del delitto, avvenuto proprio nell'attività gestita dal presunto assassino il 23 marzo 2019.

Sapino era stato fermato dalla polizia poco dopo il ritrovamento del corpo con l'accusa di avere sparato in testa a Lamberti, il cui decesso però risaliva al giorno precedente. Lui aveva negato di essere l'omicida, ma poi aveva detto di avere sparato ma che i colpi erano partiti in modo accidentale. Secondo l'autopsia, inoltre, i colpi di pistola non furono decisivi nel provocare la morte della vittima, che invece perse la vita per le ripetute percosse alla testa sferrate col calcio dell'arma.

La Cassazione ha accolto il ricorso degli avvocati difensori dell'imputato, Fabrizio Bernardi e Mauro Ronco. Pur confermando che l'assassino è Sapino e che il movente è un litigio per 14mila euro derivanti da una truffa ai danni dell'assicurazione, secondo i giudici le modalità dell'omicidio non configurano la premeditazione ma un delitto d'impeto. Per questa ragione dovrà tenersi un nuovo processo in corte d'assise d'appello che ritetermini una pena che sicuramente sarà inferiore ai 30 anni, visto che è venuta a cadere la principale delle aggravanti

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