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Piemonte, cassa integrazione dimezzata nei primi sette mesi del 2017

Lo rivela il rapporto regionale della UIL

Nei primi sette mesi del 2017, in Piemonte, si dimezza la richiesta di ore di cassa integrazione. Secondo il 7mo Rapporto regionale UIL, nella nostra regione - terza in Italia per domanda di cassa integrazione dopo Lombardia e Puglia - la richiesta è stata di 23.733.815 ore, in diminuzione del 56,6% (-22,1% ordinaria, -64,7% straordinaria, -64,9% deroga). Cifre superiori alla media nazionale, comunque in discesa, che si attestano sul -41%.

"Si tratta di un segnale molto positivo - ha detto Gianni Cortese, segretario generale UIL - che va associato alle future rilevazioni sull’occupazione, sulla ricchezza prodotta, sul livello dei consumi e sulla massa di investimenti pubblici e privati. Solo dalla positività di tali indicatori - ha concluso - potrebbe discendere una affermazione credibile di progressiva uscita dalla crisi decennale, che tanti danni ha prodotto in Piemonte e nell’intero Paese" . 

Dati per provincia e settore 

L’andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto tra primi sette mesi del 2017 e del 2016, è stato il seguente: Vercelli +10,2%, Biella -3,1%, Asti -18%, Cuneo -35,7%, Alessandria -37,9%, Novara -45,6%, Verbania -49,6%, Torino -65,6%. 
Torino, con 14.117.842 ore, è la seconda provincia più cassaintegrata d’Italia, dopo Taranto.

Nella nostra regione, la variazione percentuale della cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra i primi sette mesi del 2017 e del 2016, è stata la seguente: Industria -59,4%, Edilizia -10,3%, Artigianato -66,1%, Commercio -38,5%, Settori vari -100%, per un totale di -56,6%.

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