Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca San Salvario / Via Oddino Morgari, 14

San Salvario: pluralità e cooperazione nella Casa del Quartiere

Con l'Agenzia per lo Sviluppo Locale aumenta la coesione tra i residenti di San Salvario, che trovano nella Casa del Quartiere un fondamentale punto di ritrovo

“Pluralità e cooperazione sono la chiave per la rinascita di San Salvario”. Lo dice Roberto Arnaudo, dell’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, associazione Onlus che dal 2003 opera sul territorio del quartiere. L’Agenzia, tramite il coordinamento di oltre cinquanta tra enti e organizzazioni, ha accompagnato nell’arco di quasi un decennio l’esemplare trasformazione edilizia e socioculturale dell’area delimitata da via Nizza, corso Vittorio Emanuele II e corso Massimo D’Azeglio. “Il nostro quartiere – spiega Arnaudo – è da sempre uno dei più vitali della città. Nell’epoca d’oro della FIAT le case di San Salvario erano abitate dagli operai arrivati dal Sud, e poco distante abitava Agnelli. La coesistenza di una classe operaia e una borghese è caratteristica di quest’area e si è mantenuta nel tempo, corroborata a partire dagli anni ’90 dai numerosi flussi migratori che vi si sono avvicendati”. 
 
“È per questo che la nostra attività consiste in primo luogo nella  conciliazione di diverse realtà, sfruttandone le potenzialità. Nasce così la Casa del Quartiere, un ex edificio abbandonato di proprietà del Comune, che nel 2009 abbiamo ristrutturato con l’aiuto della Vodafone, nostro sponsor, e della Città di Torino. La Casa del Quartiere risponde al forte bisogno di spazi pubblici in un quartiere dalle strade strette e privo di piazze”. “Nella Casa del Quartiere – aggiunge – operano la maggior parte degli enti e dei comitati che controlliamo, organizzando attività culturali di ogni sorta, per giovani, anziani, famiglie italiane e di migrati. Attraverso questo edificio possiamo rendere visibile e promuovere la trasformazione del quartiere, come con l’iniziativa “San Salvario mon amour”, che mette in mostra l’esuberanza culturale di lavoratori e residenti del quartiere”.
 
La corretta gestione della pluralità comunitaria conduce alla cooperazione tra i residenti: “Questo – continua Arnaudo – è un altro fondamentale aspetto del nostro lavoro, bilanciato tra collaborazione formale con le autorità e attività informale tra i cittadini. Il primo caso è quello di FaciliTO Nizza e Viva Nizza, nei quali abbiamo lavorato con il Comune e con la Polizia Municipale per il recupero dei palazzi che si affacciano su Porta Nuova, per lo sviluppo imprenditoriale e per la sicurezza notturna. Il secondo è esemplificato dalla realtà di due scuole, l’elementare Bai e la media Manzoni, diventate cavallo di battaglia dell’intercultura”.  
 
Grazie all’impegno dell’Agenzia per lo Sviluppo Sociale di San Salvario e di tutte le organizzazioni ad essa collegate, il processo a cui è soggetto il quartiere più dinamico di Torino ha elevato esponenzialmente il valore degli immobili e stimolato l’arrivo di nuovi residenti, in particolare giovani ed immigrati. “Per permettere tutto questo – sottolinea Arnaudo – non sono stati necessari fondi straordinari, come nel caso dei tre progetti Urban. La crescita di appetibilità di San Salvario è resa evidente da un esempio: nella mia esperienza ho assistito all’arrivo di numerosi giovani e universitari dalla cintura di Milano, che qua incontrano costi più bassi, servizi migliori e possono raggiungere il centro di Milano, dove magari lavorano, in poco più di un’ora, avendo la stazione sotto casa”. 
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