Cronaca Borgo Po

Carte clonate e prelievi nei bancomat in collina, due arresti

Operazione della polizia postale sgomina una banda. Quattro sono ancora ricercati, 40 sono stati denunciati. Almeno 100 i colpi

Uno dei bancomat recuperati

Due persone, un romeno di 49 anni e un italiano di 37 anni, sono state arrestate, quattro sono ancora ricercate e 40 sono state denunciate dalla polizia postale di Torino, che ha smantellato una banda dedita alla clonazione di carte di pagamento e alla manomissione di sportelli bancomat e colonnine self-service per l'erogazione del carburante. Per i prelievi preferivano i dispositivi situati nella zona della collina del capoluogo.

Due le piste seguite dagli uomini della Polposta sono due: la prima legata alla raccolta ed analisi delle denunce presentate dalle persone frodate, provenienti dalle varie località del Piemonte, la seconda concentratasi sugli sportelli bancomat situati in particolare nella zona limitrofa della collina di Torino.

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Le indagini hanno documentato un centinaio di sottrazioni illecite di denaro avvenute in Piemonte, per un totale di alcune centinaia di migliaia di euro. La banda era composta da cittadini romeni, albanesi e italiani, alcuni dei quali dalle elevate competenze informatiche e dai mezzi tecnologici sofisticati. A seconda delle “competenze”, i membri del gruppo svolgevano il ruolo di esperto informatico, specialista nella clonazione delle carte di pagamento, autista, prestanome, addetto al posizionamento e alla rimozione degli skimmer (tra questi anche una donna, per dare meno nell’occhio nella fase di utilizzo del bancomat). Tra loro chi si occupava di ricostruire in maniera artigianale componenti degli sportelli o chi forniva solo il supporto logistico.

 Per ogni carta clonata gli introiti erano di circa 1.500-2.000 euro.I componenti devono rispondere di associazione a delinquere per accesso abusivo ad un sistema informatico, intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento e clonazione. L'indagine è durata circa due anni.

Alle indagini hanno collaborato anche gli agenti del commissariato Borgo Po. Nel corso delle perquisizioni all’interno di abitazioni, magazzini e laboratori in uso ai criminali, sono stati trovati materiale e componenti degli sportelli bancomat costruiti artigianalmente. I criminali, infatti, dopo aver sottratto alcuni pezzi originali dalle apparecchiature di erogazione del credito, li riproducevano all’interno di appositi laboratori situati nella zona nord della città, in modo da poter contenere, al loro interno, l’hardware necessario alla clonazione delle carte e alla lettura dei codici pin.

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