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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca Vallette / Via Maria Adelaide Aglietta, 35

Carcere di Torino, tensioni tra agenti e detenuti con problemi psichiatrici: "Situazione critica, non dovrebbero stare qui"

La protesta del sindacato di polizia penitenziaria dopo tre recenti episodi

Se da parte dei detenuti la situazione del carcere di Torino Vallette è critica (con la diffusione di un dato statistico che dice che un morto su tre si è suicidato), anche da parte della polizia penitenziaria la situazione non va meglio. L'Osapp, sindacato autonomo degli agenti, è estremamente preoccupata per una serie di episodi avvenuti negli ultimi giorni del 2021. "Quella di Torino - dice il segretario generale Leo Beneduci - è, purtroppo, una situazione che perdura da mesi e in cui agiscono sinergicamente vari fattori quali la precarietà alloggiativa della struttura in molti ambienti in palese vetustà e carenza di interventi di ripristino, la massiccia presenza di detenuti con evidenti problemi di natura psichiatrica e il cui numero non consente una efficace separazione dagli altri ristretti, l’assenza di qualsivoglia azione preventiva-interdittiva di natura disciplinare rispetto alle frequentissime aggressioni al personale da parte della popolazione detenuta".

Le ultime tensioni per gli agenti

Il primo episodio denunciato dall'Osapp è avvenuto il 19 dicembre: un detenuto italiano che, di fatto, alloggiava nel corridoio della
sezione detentiva con tanto di pentole, scope e computer dormendo in terra, dopo svariati tentativi di persuasione da parte degli agenti, ha accettato di dormire nell’aula studio del padiglione con il materasso per terra.

Il secondo è avvenuto nella mattinata del 24 dicembre: mentre il servizio di scorta composto da alcuni agenti si accingeva a trasferire una detenuta straniera con problemi psichiatrici per un ricovero nel reparto detentivo ospedaliero delle Molinette, lei ha rifiutato le cure opponendo resistenza all’uscita della cella e, accompagnata nel reparto infermeria del carcere, al rientro ha morso la mano di un poliziotto. Quest'ultimo è stato trasportato all'ospedale Maria Vittoria, da cui è stato dimesso con diversi giorni di prognosi.

Il terzo è avvenuto il 28 dicembre. Un detenuto italiano con problemi psichiatrici ha colpito violentemente l’agente di servizio nella sezione detentiva in quanto voleva restare nel corridoio della sezione e non rientrare nella propria cella. Anche in questo caso per l'agente c'è stato il trasporto all'ospedale Maria Vittoria con dimissioni con diversi giorni di prognosi.

"Se si considera - aggiunge Beneduci - che la stragrande maggioranza dei detenuti responsabili di violenze, quali quelle del 19, 24 e 28 dicembre, avevano già dato segno in precedenza di evidente squilibrio psichico e che il carcere è tutt’altro che un ambito idoneo a trattare con efficacia consimili patologie, non risulta difficile individuare le principali responsabilità di una situazione in grave e in costante peggioramento non solo nel carcere di Torino ma sull’intero territorio nazionale. Auspichiamo che la guardasigilli Marta Cartabia, tra gli interventi in programma per la riforma della giustizia, renda prioritaria anche la soluzione ai problemi dell’attuale assenza di funzionalità degli istituti penitenziari e degli ingiustificabili disagi degli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria, anche rispetto all’inadeguata e ingiusta allocazione dei detenuti psichiatrici, che non dovrebbero essere
trattenuti all’interno di strutture penitenziarie ordinarie”.

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