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Via Nizza, ancora polemiche per il cantiere: "Lavori infiniti, restituite la Tari"

I negozianti delle zone interessate dal cantiere della metropolitana hanno dovuto pagare la prima rata della Tari; la protesta dei consiglieri Lupi e Tronzano: "Oltre al danno, la beffa"

In via Nizza è iniziato un nuovo capitolo della lunghissima vicenda del cantiere della metropolitana: i commercianti hanno dovuto pagare la prima rata della Tari, nonostante gli innegabili disagi comportati dai lavori fermi da mesi. "Gli altri anni - spiega Giovanni Tantimonaco, della Elektro Lab Assistance, negozio sul tratto del cantiere della stazione Italia '61 - erano state pagate due rate, e poi il Comune ha deciso di rimborsarle". I commercianti immaginavano che anche quest'anno si seguisse lo stesso iter; invece, in via Nizza sono arrivate le prime cartelle da pagare e la situazione sembra ricalcare quella già vista nel 2013.

"Anche quest'anno i commercianti di Via Nizza interessati dal cantiere della metropolitana si sono visti recapitare le cartelle di pagamento della raccolta rifiuti da parte del Comune di Torino - lamentano Andra Tronzano e Alessandro Lupi, capigruppo di Forza Italia in Comune e Circoscrizione Nove - A nulla sono valse le raccomandazioni fatte lo scorso anno di deliberare, prima dell'approvazione del bilancio, una delibera di intenti programmatici relativa agli sgravi fiscali che avrebbe evitato questa ulteriore beffa ai loro danni".

Insomma, per ora oltre al danno c'è pure la beffa di dover pagare, sperando che poi i soldi tornino indietro. "E così - continuano i consiglieri - oltre a dovere attendere la ripartenza dei lavori, i commercianti hanno dovuto iniziare a pagare la Tari in attesa che, con l'approvazione della delibera di sgravi collegata al bilancio, tali cifre vengano rimborsate dal Comune. Tale procedura risulta anche economicamente dannosa sia per il Comune (che dovrà procedere al rimborso aumentando le pratiche burocratiche e i costi delle stesse), sia per i Commercianti che in un momento già di grave difficoltà hanno dovuto iniziare ad anticipare con propria liquidità somme di denaro a loro non dovute":

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