Cantiere infinito in piazza d'Armi, gli anziani rimangono senza i campi di bocce

Da più di un anno i lavori di realizzazione della copertura stanno andando avanti a rilento. I presidenti delle due bocciofile chiedono chiarimenti all'amministrazione comunale

Prigionieri di un cantiere infinito e costretti a vagabondare ogni giorno da una bocciofila all’altro. Da più di un anno le bocciofile di piazza d’Armi “La mole” e “Taurinense” sono in guerra contro l’amministrazione comunale, rea di aver tolto loro l’amata struttura per dei lavori di riqualificazione che sono ancora al palo. Nelle intenzioni del Comune le due società avrebbero dovuto godere della realizzazione di una copertura per i campi da gioco. E invece le cose sono andate diversamente. Tre, sono gli attuali rinvii di chiusura del cantiere. I lavori, partiti ad aprile del 2013, avrebbero dovuto concludersi a luglio. Ma nemmeno la proroga fino al mese di dicembre ha chiarito le idee ai diretti interessati.

“Non ci resta che sperare che completino gli interventi entro il prossimo luglio” dichiara Alessandro Maulà della società “La mole” Attualmente il cantiere risulta in stato di semi-abbandono. Gli operai avrebbero eseguito soltanto i lavori di piazzamento delle fondamenta. E poco altro. Ma tutto questo impedisce l’accesso ai soci e costringe la Taurinense al trasferimento a pagamento presso i campi della vicina società Biberon. Un trasloco che comporta una spesa di affitto importante e al tempo stesso imprevista.

Il cambiamento della sede ha anche causato il mancato tesseramento di alcuni soci e la rinuncia ad ospitare i tornei internazionali di petanque nell’anno in corso. Tornei che la storica sede di piazza d’Armi ha ospitato nel 2011 in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. “Ad un certo punto siamo tornati nella nostra bocciofila - spiega Egidio Cagna della “Taurinense” -. Tuttavia la superficie in costruzione costruisce un costante pericolo a causa dei tondini in ferro sporgenti e dei materiali lasciati in posizione precaria”.

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La speranza dei due presidenti è quella di riprendere le abituali manifestazioni sportive nel 2015, soprattutto vista la concomitanza con il grande evento Torino capitale europea dello Sport. “Ora vogliamo delle risposte – spiegano -. Non possiamo continuare ad andare avanti senza sapere cosa ne sarà del nostro futuro”.

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