Cronaca Falchera / Via Germagnano, 8

Escalation di furti e atti vandalici. In via Germagnano torna la protesta

Gli ultimi quindici giorni hanno riportato il malumore tra i canili. Il rifugio Enpa è rimasto vittima di un furto mentre alcuni volontari della Lega Nazionale per la difesa del cane sono stati aggrediti da un fitto lancio di pietre

Furti e atti vandalici. In via Germagnano continua ad imperversare la legge della giungla. La convivenza impossibile tra i volontari dell’Enpa e gli zingari del campo regolare ha portato ad un nuovo scontro. Alcuni vandali, infatti, hanno deciso di entrare di notte nel canile mettendo a ferro e fuoco la struttura che ospita decine e decine di amici a quattro zampe.

I delinquenti si sono introdotti all’interno del civico 8 forzando un lucchetto e tagliando due cerniere al cancello che porta alle aree di sgambamento. Una volta dentro i ladruncoli hanno divelto due cancelli, sradicato quasi tutta la recinzione e strappato il telo che ricopriva la rete di cinta perimetrale. Come se non bastasse gli ignoti figuri hanno pensato bene di distruggere anche tutte le sedie.

Un atto di vandalismo, l’ennesimo, che ha mandato su tutte le furie i volontari che ogni giorno spendono tempo ed energie per offrire cure ed un tetto ai cani e ai gatti della città. Sul posto è intervenuta anche la municipale per gli accertamenti di rito. Ma l’ultima bravata degli zingari non è andata giù al presidente dell’Enpa Giovanni Pallotti. "Non essendoci più spazi avevamo deciso di creare nuove aree di sgambamento all’interno del canile – precisa Pallotti -. E per realizzarle avevamo portato avanti una colletta. I lavori erano terminati soltanto lo scorso giovedì. Ma nonostante l’ennesimo sacrificio economico sostenuto dalla Protezione Animali ci vediamo ora costretti a ricominciare tutto da capo".



Un altro episodio di violenza si è verificato la settimana scorsa quando alcuni volontari della Lega Nazionale per la difesa del cane – i vicini dell’Enpa per intenderci - sono stati oggetto di un fitto lancio di sassi da parte di un gruppetto di nomadi. Oltre alle persone i nomadi hanno preso di mira anche le auto parcheggiate, alcune sono rimaste danneggiate. In particolare finestrini e specchietti. "Una situazione assurda - raccontano i volontari -. Viviamo nella paura e questo non ci fa certo piacere".

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