Il campo sportivo del Sassi invaso dalle lucciole e dai disperati

L'ex Tarcisia di via Nietzsche, abbandonato da anni, è diventato un rifugio per senzatetto. Ma di giorno è impossibile imbattersi anche nelle prostitute, padrone del viale vicino al camposanto

Un silenzio assordante rotto di tanto in tanto dal rumore dei pneumatici che transitano sul viale. In via Nietzsche i palloni hanno smesso di rotolare ormai dieci anni fa. Passando vicino al cimitero non si sente il fischio dell’arbitro e nemmeno le urla dell’allenatore intento a richiamare i suoi giocatori. Anche negli spogliatoi non ci sono più schiamazzi mentre al bar non si parla più nè del campionato di calcio né della politica. Il motivo è semplice. Il campetto del Tarcisia Sassi ha smesso di ospitare partitelle per giovani e meno giovani da parecchio tempo. Il cancello è stato saldato ed entrare dentro è oggi quasi impossibile. Quasi appunto.

Ci sono ancora due modi per riappropriarsi di quel rettangolo di gioco che il tempo ha sottratto a scarpini e parastinchi.Il primo lo hanno scoperto i disperati che hanno trasformato l’ex biglietteria e i locali d’accoglienza in un rifugio dove passare le notti, specie quelle più fredde. Basta recarsi dietro la struttura per trovare delle reti smantellate, scavalcarle e accedere così all’interno del campo abbandonato. Tra quelle quattro mura si possono scorgere dei letti con tanto di materassi, cuscini e coperte. Presente anche un tavolino e delle sedie. Oltre ad avanzi di cibo ed uno stendino. I tetti sono stati trafugati dai ladri ma in poco spazio c’è comunque tutto l’occorrente per vivere.

I senzatetto, però, non sono certo gli unici ospiti dell’indimenticato Tarcisia Sassi. Anche le prostitute che bazzicano giorno e notte vicino al camposanto hanno preteso la loro quota. Le lucciole africane occupano i viali in attesa del cliente che viene poi portato a consumare la prestazione oltre le gradinate, tra siepi e rovi. Lontano dai ripari degli invisibili. Non proprio un posticino accogliente ma i fazzoletti sporchi di carta e i preservativi sparsi per terra danno l’idea di come il campetto sia frequentato ogni giorno. E anche ogni notte. A far visita alle belle gitane, alcune a dire il vero hanno superato la cinquantina, sono soprattutto nonni o uomini sulla trentina che arrivano in macchina, parcheggiano, consumano e poi spariscono su per il ponte delle Cento Lire. Nell’attesa che qualcuno si decida a dare un futuro a quei locali dove oggi regna soltanto il degrado.

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