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Lungo Stura Lazio: al via un'inchiesta della procura sulle case date ai nomadi

L'operazione delle Fiamme Gialle ha portato alla luce irregolarità correlate alla partecipazione di diverse associazioni

Le aziende in gara d’appalto per il progetto lungo Stura Lazio sono finite nel mirino della guardia di finanza che ieri ha effettuato una perquisizione a Torino e provincia, a Cuneo e a Roma. Nelle sedi di alcune aziende, che in Raggruppamento temporaneo di impresa, parteciparono ad una gara indetta dal Comune di Torino nel 2013 per il superamento e la messa in sicurezza del campo nomadi di Lungo Stura Lazio, nel quartiere Barca.

L'operazione delle Fiamme Gialle si inserisce in una inchiesta svolta dai militari del Nucleo Polizia Tributaria, che ha portato alla luce irregolarità correlate alla partecipazione di diverse associazioni. Queste, secondo i primi accertamenti, avrebbero utilizzato immobili sprovvisti di requisiti di abitabilità e in cui sono stati accertati abusi edilizi.

Secondo quanto evidenziato ael procuratore capo della Repubblica di Torino, Armando Spataro: "sono emerse, in relazione all'offerta all'epoca avanzata dal Rti, alcune criticità, legate soprattutto alla insussistenza di condizioni e soluzioni prospettate per l'allocazione temporanea dei nuclei familiari che, in uscita dai campi nomadi, avrebbero dovuto ricevere una diversa ospitalità presso strutture di fatto rivelatesi insussistenti". E' stato quindi ipotizzato il reato di turbata libertà degli incanti, "in quanto l'aver presentato dal Raggruppamento temporaneo di imprese un'offerta abitativa non rispondente alle caratteristiche indicate, ha condizionato le scelte operate dall'Ente appaltante per l'affidamento dei lavori".

"La Città di Torino - dichiara il vicesindaco Elide Tisi - assicura, come già fatto fino ad oggi, massima collaborazione con l'Autorità giudiziaria nelle indagini in corso.
L’indagine - sottolinea il vicesindaco - nulla toglie al risultato ottenuto con la chiusura del campo di Lungo Stura Lazio dopo vent’anni e l’avvio di un percorso di integrazione per più di seicento persone Rom che hanno lasciato quell'insediamento. Un obiettivo conseguito attraverso un processo lungo e complesso e raggiunto anche grazie al dialogo interistituzionale, come riconosciuto oggi dalla stessa Procura. E' anche interesse della Città che questo importante risultato non venga in alcun modo offuscato".

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