Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Bertolla / Lungo Stura Lazio

Un altro mini-campo abusivo in lungo Stura. "Lì ci vivono 30 famiglie"

Vicino alla famosa baraccopoli irregolare di lungo Stura Lazio esiste un altro piccolo accampamento. Dentro ci sono un centinaio di persone. "Viviamo qui da cinque anni. I nostri figli vanno anche a scuola"

Trenta tra roulotte e baracche, ognuna contrassegnata a pennarello con un numero. Trenta come le famiglie nomadi che da cinque anni hanno deciso di andare a vivere in lungo Stura Lazio. Non dentro la famosa baraccopoli distante pochi metri dal ponte di strada Settimo ma in una zona a parte, nella cosiddetta “fossa”. Così almeno la chiamano gli addetti ai lavori, i ragazzi dell’associazione Terra del Fuoco. Nella “fossa” ci sono uomini, donne e bambini. Un centinaio di persone che provengono dall’Ungheria e dalla Romania. In mezzo anche qualche slavo. I piccoli vanno a scuola mentre le madri vanno in giro a fare l’elemosina.

Nel piccolo campo, anch’esso abusivo, non c’è traccia di rifiuti e di topi. E’ tutto apparentemente in ordine. Sicuramente una situazione più umana rispetto al delirio che imperversa da anni nell’altro campo irregolare, quello che nel 2010 è stato soggetto ad una maxi bonifica voluta dal Comune di Torino in collaborazione con Amiat e Terra del Fuoco. Anche se a guardare la mole di rifiuti presenti ai bordi degli ingressi non sembrerebbe.


"Viviamo qui da qualche anno e senza dare fastidio a nessuno – racconta uno dei capifamiglia -. Teniamo tutto pulito perché non ci piace vivere nella sporcizia. I nostri bambini vanno a scuola e noi cerchiamo di renderci utili in qualche modo. Qui tutti lavoriamo per il bene del prossimo".

La conca, però, è da sempre nel mirino delle istituzioni. Si tratta della parte di campo nomadi più vicina alle sponde del fiume e dunque anche quella maggiormente a rischio esondazione. Quando piove tanto può anche allagarsi e dunque creare più di un problema a chi ci vive. "Non vogliamo andare a vivere con i nostri vicini ma non siamo neanche contenti di vivere in delle baracche. Ormai, però, ci abbiamo quasi fatto l’abitudine", il commento lasciato in coro da alcuni dei “residenti” del lungo Stura. Nelle prossime settimane l’amministrazione proverà a sedersi di nuovo attorno ad un tavolo nella speranza di trovare una soluzione che accontenti tutte le parti chiamate in causa.


 

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