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Campi nomadi, la periferia al limite della sopportazione

Da Madonna di Campagna e dalla circoscrizione Sei le richieste per risolvere la grana delle baraccopoli. A seguire gli sviluppi sarà il Tavolo Sociale di Barca e Bertolla

A risolvere l’emergenza rom ci proveranno anche loro. Residenti, commercianti, rappresentanti di comitati e associazioni. Da Barca e Bertolla a Madonna di Campagna passando per Villaretto e Mirafiori Nord il problema dei campi nomadi abusivi continua a non far dormire sonni tranquilli.

Aspettando il tanto atteso presidio fisso delle forze dell’ordine i comitati della città di Torino hanno deciso di stringere un patto di collaborazione. Un’alleanza verbale per controllare ciò che succederà nei prossimi mesi. Del resto i cittadini i problemi li avevano già sollevati mesi fa. Dai fumi e dalle nube tossiche causate dagli incendi di plastica e altri materiali velenosi passando per il via vai dei topi, l’emergenza rifiuti sempre lampante e i furti ai danni di cantieri, negozi e centri abitati.

Le 3mila firme raccolte e consegnate al Comune di Torino mesi fa fanno capire come la situazione non sia affatto sottovalutata. Un avvertimento lanciato già da strada Bellacomba dove è stato formato un comitato per difendere il quartiere dalle razzie dei nomadi di strada dell’Aeroporto.

Tre, infatti, sono i campi presenti al confine tra Torino e Borgaro. Al campo regolare se ne sono affiancati altri due, rigorosamente abusivi. Uno si trova vicino alla fermata della linea 69 del Gtt e lì tra roulotte e immondizia vivono circa 150-200 persone. L’altro si trova in mezzo alla vegetazione, sulla strada che porta proprio a Borgaro. Per vederlo bisogna accostarsi con l’auto lungo il guard rail. Molto più conosciute sono le realtà della periferia nord, via Germagnano e lungo Stura Lazio sempre al centro di eventi di cronaca.

“Visto l’andazzo abbiamo deciso di contattare gli altri comitati che come noi sono costretti alla dura convivenza con i nomadi” dichiarano da strada Bellacomba. Ad occuparsi del problema sarà come sempre il Tavolo Sociale di Barca e Bertolla. “Più siamo più sarà facile venire a capo della questione – spiega il presidente Fulvio Tagliabò -. Ora che le istituzioni hanno fatto i primi passi sarà nostro interesse seguirle e vedere gli sviluppi”

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