Business della cannabis, sempre più trafficanti-coltivatori nelle cascine torinesi

Le piantine crescono in mezzo alle altre di frutta e ortaggi, l’ultimo sequestro a Poirino

L’oro verde della criminalità cresce tra le cascine agricole torinesi, nascosto tra i campi di pomodori e altri ortaggi. La produzione fai-da-te di hashish e marijuana sta aumentando in modo esponenziale. Poi viene venduta, senza alcun tipo di passaggio, al consumatore. I carabinieri del comando provinciale di Torino hanno individuato e sequestrato, negli ultimi anni, decine di serre clandestine, dotate anche di attrezzature sofisticate, come se la cannabis fosse ormai una pianta-ortaggio qualsiasi. Tra gli arrestati o i denunciati ci sono agricoltori di professione, assicuratori, commercianti, universitari. 

L’ultimo sequestro è avvenuto a Poirino in una cascina agricola. I carabinieri della Stazione Villastellone, in collaborazione con l’aliquota Radiomobile e la Stazione di Chieri, hanno arrestato un 45enne di Poirino, un 39enne residente in provincia di Cuneo e un 38enne, abitante a Poirino,  proprietario della cascina per coltivazione di cannabis. Coltivavano la droga tra le piante di  pomodori e sono stati sorpresi a separare le infiorescenze dalle piante di cannabis.

Durante la perquisizione i carabinieri hanno sequestrato una serra con 20 piante di marijuana, alte oltre 2 metri,  5 chili marijuana, una macchina separatrice con accessori, numerose buste contenenti semi di marijuana, un ventilatore, un deumidificatore, una  pressa, una macchina termosigillante sottovuoto per buste cellophane, una bilancia di precisione e diversi termometri e accessori vari. I tre coltivatori di cannabis sono stati collocati ai domiciliari. 

La produzione di cannabis è diventata un business per i trafficanti fai da te italiani. Nel 2016 i sequestri di piante sono aumentati rispetto allo scorso anno. Nell’intero 2015 gli arbusti di marijuana scoperti dai carabinieri sono stati 5.733mila, nei primi 8 mesi di quest’anno siamo già a quota 4.658mila (1.501mila nello stesso periodo dell’anno scorso).  I coltivatori italiani di cannabis producono lo stupefacente in aziende agricole o in serre costruite in ogni dove, capannoni, magazzini, scantinati. 
 

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