Vallette: amarezza e disperazione tra le ceneri del campo nomadi

La condanna all'atto xenofobo del 10 dicembre arriva dai nomadi e dai residenti: "Un atto insensato, loro non hanno mai creato problemi nel nostro quartiere"

"Oltre al danno la beffa" per gli abitanti del campo nomadi della Continassa di via Druento. Nella serata di sabato 10 dicembre il campo era stato dato alle fiamme da un corteo di residenti del quartiere Vallette, aizzati dalla falsa notizia dello stupro di una ragazza di 16 anni da parte di due romeni. Della vicenda uno di loro ribadisce: “Siamo cittadini della Comunità Europea, alcuni di noi sono nati in Italia, è scorretto considerarci zingari ed extracomunitari, per poi attaccarci o far solo finta di difenderci. Dopo quel che è successo, nessuno si è chiesto dove dormiremo ora, nè si è preoccupato dei nostri beni andati alle fiamme. Uno di noi - continua - aveva appena fatto una grossa spesa per i parenti in Romania, e ora ha perso tutto. È facile venire, fare due foto, e generalizzare parlando di razzismo, ma a nessuno interessa come stiamo noi realmente. Chi ci restituirà quel che abbiamo perso? Noi abbiamo denunciato i responsabili e alcuni giornalisti, perchè non siamo ignoranti come si pensa e non vogliamo subire queste ingiustizie”. 

Per poter fare giustizia, è necessario approfondire la realtà dei fatti nel quartiere, e delle politiche in atto per la spinosa questione immigrazione. Come spiegano alcuni abitanti del quartiere, dai quali è stato richiesto l’anonimato. “E' importante notare come la realtà di Vallette sia caratterizzata da grossi problemi di integrazione sociale, e non etnica, in un’area dal forte connotato popolare, abbandonata dalle politiche sociali torinesi. È per questo che al crimine, all’omertà, all’individualismo e alla degenerazione della morale, elementi che nulla hanno a che fare con l’immigrazione, si affianca un forte rigetto di tutto ciò che è estraneo alla comunità, con la conseguenza di un’accentuata xenofobia”.
 
La violenza di sabato scorso ha riguardato un gruppo di persone completamente estraneo alla realtà del quartiere Vallette. “I romeni – dice un residente – non hanno mai creato grossi problemi qua, anche perchè vivono ai margini del quartiere, al confine con Venaria”. Quanto è successo, dunque, non rappresenterebbe la barbara risoluzione di un problema reale, ma sarebbe stata la valvola di sfogo per problematiche ben più profonde ed articolate, come sottolineano gli abitanti del campo di via Druento, in perfetta consonanza con quanto sostiene la comunità senegalese colpita a Firenze da un caso analogo, e con la dichiarazione di Enzo Liardo del Pdl, che parla di un disagio “non riconducibile al razzismo”.
 
 
È quindi chiaro che su quanto successo abbiano influito criticità sociali ed economiche. "Vien da chiedersi qual è il ruolo dell’amministrazione della città, che dovrebbe risolverle. Come emerso in Consiglio comunale, qualcosa dev’essere fatto per interpretare quel che è accaduto ed intervenire, ma è importante che l’intervento non si limiti a mettere una toppa sui danni degli ultimi giorni, trovando invece una linea d’azione che tenga conto della realtà e delle dinamiche del quartiere e dei suoi abitanti".

 

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