Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Coronavirus: il Piemonte supera quota 4000 morti, ma calano ancora i ricoveri in ospedale

E aumentano i pazienti virologicamente guariti

Con il bollettino di oggi, sabato 13 giugno, il Piemonte supera quota 4000 morti a causa del Coronavirus. Per l'esattezza, con gli ultimi 10 decessi di persone positive al test ( nessuno al momento registrato nella giornata di oggi), comunicati nel pomeriggio dall'Unità di Crisi della Regione Piemonte,  sono in tutto in 4006 ad aver perso la vita. I numeri sono così suddivisi su base provinciale: 1.769 Torino; 662 Alessandria; 247 Asti; 208 Biella; 390 Cuneo; 344 Novara;  216 Vercelli; 129 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

I contagi

Sono 31.029 (+40 rispetto a ieri, di cui 34 asintomatiche. Dei 40: 24 screening, 8 Rsa, 5 contatti di caso, 3 in fase di verifica) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 4004 Alessandria, 1863 Asti, 1041 Biella, 2825 Cuneo, 2739 Novara, 15.777 Torino, 1314 Vercelli, 1116 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 262 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 88 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. Calano di 3 unità i pazienti ricoverati in terapia intensiva che sono in tutto 27 e anche quelli in terapia non intensiva (-17 rispetto a ieri) che scendono a 510. Le persone in isolamento domiciliare sono 2283. I tamponi diagnostici finora processati sono 365.223, di cui 201.760 risultati negativi.

Guariti e in via di guarigione

I pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 22.175 (+319 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2.443 (+94) Alessandria, 1.248 (+22) Asti, 802 (+3) Biella, 2.132 (+22) Cuneo, 1.981 (+49) Novara, 11.566 (+124) Torino, 947 (+2) Vercelli, 907 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 149 (+3) provenienti da altre regioni. Altri 2.028 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.


 

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