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Bolletta dell’acqua da 18 mila euro per una perdita, Smat lo sa ma non lo dice

Strana storia quella che è capitata a un residente a Nichelino che ha visto lievitare in modo incredibile la bolletta dell’acqua a causa di una perdita che non sapeva di avere. La Smat si difende: “Non siamo responsabili in questi casi”

Pensate a come sarebbe aprire la busta della bolletta dell’acqua e trovare una cifra a tre zeri. E’ quello che è successo a un nichelinese a cui la Smat, l’azienda che gestisce il servizio idrico nel torinese, ha chiesto 18.258 euro per il consumo dell’acqua degli ultimi sei mesi del 2014. All’uomo è preso un colpo, per arrivare a una cifra del genere avrebbe dovuto tenere il rubinetto aperto in tutto quel periodo, cosa che in teoria non aveva assolutamente fatto, ma in pratica sì e senza saperlo. Colpa di una perdita nella tubazione all’interno del terreno facente parte della sua proprietà di cui lui non sapeva nulla.

L’acqua è continuata a scorrere ininterrottamente da giugno 2014 e fino a fine dicembre quando, appunto, gli è arrivata l’esorbitante bolletta a casa. “Come è possibile?”, si è chiesto e ha chiesto alla Smat, la quale avrebbe risposto di essersi accorta dell’anomalo consumo d’acqua, ma di non esserne responsabile come evidenziato anche nell’articolo 11 del regolamento, il quale dice che Smat non si assume alcun obbligo di richiamare l’utente in caso di consumi eccezionali, anche sproporzionati. La spiegazione è servita poco all’uomo che ha contestato all’azienda di essersi accorta dell’anomalia in data 10 giugno (2014) dalla lettura del contatore e dal passaggio da un consumo di 100 mc/semestre a oltre 3.200 mc/semestre ma di non aver detto nulla.

Il contenzioso è ancora in corso nonostante siano passati parecchi mesi. La Smat ha proposto il pagamento della metà della cifra, ma non si è arrivati a un punto perché per l’utente è ugualmente spropositata. La vicenda è così approdata in Consiglio comunale visto che la Smat è una società partecipata. Dalle parole dell’assessore Giuliana Tedesco si è evinto che di casi in cui c’è una perdita adducibile all’utente se ne contano quasi 1.900 all’anno ma tutti, ha sottolineato, sono di norma segnalati prima che sia troppo tardi e la bolletta lieviti. “Sempre no assessore - ha ribattuto Vittorio Bertola del Movimento 5 Stelle - in questo caso il signore di Nichelino non è stato proprio avvisato in tempo”. La pratica dunque non si può dire ancora chiusa.

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