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immagine di repertorio

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La protesta dopo la condanna a Torino: si cuce la bocca con il filo di rame

Intervengono i poliziotti a salvarlo

Arrestato e ora ai domiciliari per avere aggredito un altro facchino il 2 agosto 2020, l'uomo che la polizia ritiene il ras di Porta Palazzo ha inscenato una singolare protesta la notte di venerdì 8 gennaio 2021: si è cucito le labbra con del filo di rame nel suo appartamento di corso Giulio Cesare, a ridosso dello storico mercato, e poi ha tentato di ferirsi con un coltello. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti che hanno a loro volta chiamato i sanitari del 118 impedendo che si facesse ulteriormente male.

L'uomo, 36enne marocchino, è stato condannato in primo grado a due anni e quattro mesi di detenzione, che sta appunto scontando a casa, per lesioni e tentata estorsione. Il luo legale, Salvo Lo Greco, ha presentato appello contro la condanna. Lui, infatti, continua a professarsi innocente e dice di avere semplicemente risposto alle provocazioni dei suoi rivali al mercato.

Trasportato all'ospedale Giovanni Bosco, è stato medicato e dimesso. Per evitare che il filo di rame gli faccia infezione dovrà fare una cura di antibiotici.

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