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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca Centro / Via Milano, 18

Bimba morta dopo la caduta dal quinto piano a Torino Centro: si alleggerisce la posizione del patrigno, che però resta in carcere

Contestato il reato di omicidio colposo e non più volontario, la misura cautelare permane per il pericolo di fuga

Resta in carcere Mohssine Azhar ma la sua posizione si alleggerisce: non è più accusato di omicidio volontario ma di omicidio colposo. Il giudice Agostino Pasquariello, chiamato a convalidarne il fermo eseguito dalla squadra mobile su ordine del pm Valentina Sellaroli della procura cittadina e a decidere sulla vicenda della morte di Fatima Skika, figlia di tre anni della compagna dell'uomo precipitata dal quinto piano del palazzo di via Milano 18 la sera di giovedì 13 gennaio 2022 e morta la mattina successiva, ha creduto alla versione del 32enne marocchino, che aveva raccontato di essersela lasciata sfuggire mentre facevano un gioco sul ballatoio.

La decisione di trattenerlo nel penitenziario delle Vallette deriva solo dal fatto che, trattandosi di un immigrato irregolare privo del permesso di soggiorno, per il magistrato sussiste il pericolo di fuga. L'avvocato Alessandro Sena, che ha segnato un punto importante nel procedimento (la sua impostazione sulla natura non dolosa del gesto è stata accettata) dovrà comunque rivolgersi al tribunale del riesame per provare a ottenere la scarcerazione del suo assistito.

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