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Alessandro Maiorano in piazza San Pietro, assieme a Bea ed alla sua famiglia

Alessandro Maiorano in piazza San Pietro, assieme a Bea ed alla sua famiglia

In una lettera per Obama le speranze di Bea: "Interpellate la sanità americana"

Alessandro Maiorano, il dipendente fiorentino che si è già prodigato per far avere un incontro con il Pontefice, adesso scrive a Michelle Obama: "Bisogna far curare Bea in America"

L’aiuto per Bea potrebbe arrivare dall’America: è già pronta la lettera per coinvolgere nientemeno che Barack Obama. Una busta con le cartelle cliniche e dei dvd: in poche parole tutti i dati che possono essere inerenti a Beatrice, la sfortunata bambina di Torino afflitta da una malattia sconosciuta.

Ad aver redatto la lettera è stato Alessandro Maiorano, l’usciere del Comune di Firenze che si è preso a cuore la vicenda di Bea e che sta cercando di aiutarla con dei mezzi davvero unici: prima, con l’intercessione del Papa Bendetto XVI, è riuscito a far incontrare la famiglia della bambina con Papa Francesco, nella speranza che il Pontefice potesse rivolgere un appello al mondo.

In attesa che questo accada, Maiorano ha deciso di contattare anche il presidente Usa, per fare in modo che il caso di Bea possa essere analizzato dalla sanità americana.

“La lettera è indirizzata a Michelle Obama – rivela Maiorano – la mia richiesta è quella di fare in modo che la cartella clinica venga esaminata dai medici statunitensi: un paese dove la sanità è molto più avanzata rispetto all’Italia». Se la famiglia di Bea andasse in America sarebbe forse l’occasione per trovare una cura. Così, la missiva di Maiorano, che deve soltanto essere ricopiata su carta pergamena per essere poi inviata, rappresenta una speranza concreta per ottenere una risposta dalla scienza di un paese certamente all’avanguardia. E tutti se lo augurano, per il bene di Bea.

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