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Cronaca

La banda dei falsi testamenti che intascava le eredità dei morti soli: due casi sospetti nel Torinese

Già sequestrati beni per un milione

Lo schema della truffa era lo stesso utilizzato in altre parti d'Italia. Cercavano anziani morti soli, senza parenti, i cui cadaveri erano stati trovati in casa dopo settimane o mesi. Poi, attraverso falsi testamenti, redatti da finti notai americani riuscivano a mettersi in tasca denaro e beni come eredità, a cui naturalmente non avevano alcun diritto. La banda di cinque persone sgominata dalle indagini della procura di Milano avrebbe colpito, tra il 2019 e il 2020, per due volte anche nel Torinese: a Venaria Reale e a Chivasso.

La banda avrebbe infatti puntato alle eredità di Giampaolo Campaner, 71enne venariese trovato morto nel suo appartamento nell'aprile 2020 all'età di 79 anni, e Mabel Gladis Tonetti, 81enne chivassese trovata morta due mesi dopo. Forse anche leggendo i nostri pezzi sull'accaduto pubblicati quando i loro corpi sono stati ritrovati, il gruppo sarebbe entrato in azione, documentandosi sulla vita, sulle parentele e naturalmente sugli averi degli scomparsi. Entrambi i casi sono tra i 14 catalogati dai pm Eugenio Fusco e Maura Ripamonti come sospetti (mentre altri tre avvenuti nel resto d'Italia sono accertati e questo ha portato al sequestro di beni per un milione di euro), quindi serviranno ulteriori accertamenti per capire che fine abbiano fatto i loro beni e se effettivamente siano stati oggetto di truffa.

Verosimilmente anche per questi casi era andato come per gli altri: alla nomina del curatore dell'eredità appariva improvvisamente un avvocato di Reggio Calabria (realmente esistente), che riferiva di rappresentare un erede designato residente negli Stati Uniti nominato con un testamento redatto da un notaio a New York. A incastrare i truffatori, secondo quanto emerso, sarebbero stati una serie di errori grossolani.

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