“Forniva esplosivi alla banda (di ultrasessantenni) dei bancomat”: revocata la licenza a un’armeria

Riscontrate anche diverse violazioni di natura penale dopo un controllo nei locali

Uno sportello preso d'assalto dalla banda degli ultrasessantenni

Secondo gli inquirenti il fratello del titolare dell’armeria di Villar Focchiardo aveva fornito della polvere da sparo alla banda di ultrasessantenni responsabile di 5 assalti a sportelli automatici di Poste Italiane e Istituti di Credito.

Martedì 4 agosto il personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Torino ha notificato al titolare dell’armeria di via Nazionale Moncenisio, 35 il decreto, emesso dal Questore di Torino De Matteis, di revoca delle licenze per il commercio, la fabbricazione e la riparazione di armi e parti di esse.
 
Il provvedimento trova origine dall’indagine svolta nei mesi scorsi dal Nucleo Investigativo, Sezione 2°, del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri Torino nei confronti di una banda di rapinatori ultrasessantenni “nel contesto della quale - spiegano gli inquirenti - è emerso che il fratello del titolare dell’armeria, coadiuvante e co-titolare occulto della stessa, aveva fornito della polvere da sparo alla banda responsabile di 5 assalti a sportelli automatici di Poste Italiane e Istituti di Credito, con l’utilizzo di ordigni esplosivi ‘cosiddette marmotte’”. 

In merito ai fatti, a conclusione dell’attività di indagine, la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Torino aveva emesso alcune misure cautelari, indagando per l’appunto anche il fratello del titolare dell’armeria, cittadino italiano pregiudicato per gravi reati (motivo per il quale non può essere inserito in alcuna delle licenze di polizia) e “responsabile di aver svolto una parte di rilievo nell’organizzazione criminale al fine di trarne profitto”.

 Presi i componenti della 'banda dei nonni': assaltavano i bancomat con l'esplosivo 

Controllo nei locali dell’armeria

Nel mese di luglio, i poliziotti della PAS e i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale  hanno effettuato uno scrupoloso controllo presso i locali dell’armeria riscontrando diverse violazioni di natura penale. Tra queste segnalano: l’omessa registrazione di alcuni fucili, la mancata assicurazione di alcune armi al fine di non essere asportate, la mancata apposizione dei cartellini su parte delle armi e la vendita senza licenza di cartucce cal. 32. Secondo gli investigatori, il titolare aveva consentito al fratello la gestione "di fatto" dell'attività senza vigilare e ritendendo che il titolare dell’armeria non sia più in possesso del prescritto requisito dell’affidabilità, il questore ha proceduto con la revoca della licenza per la fabbricazione, il commercio e la riparazione delle armi.
 
 

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