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immagine di repertorio

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Dilapidano il patrimonio dell'azienda e fanno la bella vita con case e auto di lusso: arrestati

Coppia di coniugi

Arrestati e messi ai domiciliari dalla guardia di finanza di Torino a metà marzo 2019 due amministratori di una società torinese con sede in centro operante nel settore del recupero e riciclaggio di rottami ferrosi, responsabili di averne causato il fallimento sottraendo e dissipando risorse aziendali per circa 5,5 milioni di euro. Si tratta di due italiani, marito e moglie, lui di 60 e lei di 56 anni residenti a Baldissero Torinese.

Nello stesso comune sono state sequestrate inoltre otto unità immobiliari di pregio del valore di circa 1,1 milioni di euro, acquistate, secondo gli investigatori, con il denaro distratto dalle casse societarie.

Le custodie cautelari, emesse da un giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino, sono giunte al termine di un’indagine condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo piemontese e coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e suo sostituto Elisa Pazé.

Il reato contestato a entrambi è la bancarotta fraudolenta aggravata, in quanto, a partire dal 2006, hanno nascosto dai bilanci societari ingenti debiti, soprattutto tributari, fornendo così una falsa rappresentazione della situazione economico-finanziaria in danno ai creditori e ai finanziatori. In compenso, la coppia aveva un elevatissimo tenore di vita, appunto con l'acquisto di immobili ma anche con l'uso di auto di lusso che avevano elevati canoni di leasing.

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