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immagine di repertorio

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Trasferiscono la sede della società in Campania per sfuggire alle indagini, poi la fanno fallire

Nei guai gli amministratori di una società di Piobesi. Il titolare è stato arrestato, sequestrato un immobile da due milioni

Per rendere difficoltosa la ricostruzione delle vicende della loro società ne avevano spostato la sede da Piobesi a Napoli e poi ancora ad Aversa, nel Casertano. La sede, però, nella realtà non si era mai mossa.

Tuttavia, la bancarotta, evidentemente fraudolenta, non è sfuggita alla guardia di finanza di Torino che ha arrestato oggi, giovedì 8 giugno 2017, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Arianna Busato, un imprenditore torinese.

Le indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria di Torino e coordinate da pm Valerio Longi, hanno permesso di stabilire che l'imprenditore, già a partire dal 2009, ha amministrato la società rimanendo nell’ombra, in concorso con l’amministratore di diritto, dissimulando le perdite attraverso l’indicazione nei bilanci di esercizio di una situazione economico-patrimoniale non veritiera, determinando così il dissesto di quasi due milioni di euro.

Nell’attesa dell’esatta ricostruzione delle condotte fraudolente, i finanzieri avevano già sequestrato preventivamente, per la successiva confisca, uno stabile del valore di due milioni di euro di proprietà della società fallita. L’arrestato era stato già condannato dal tribunale di Torino, con sentenza non ancora definitiva in quanto oggetto di impugnazione, per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

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