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Alessandro Avenati col piccolo Cesare

Alessandro Avenati col piccolo Cesare

Il papà del piccolo Cesare: "Sono in difficoltà, apro un conto corrente per aiutarmi"

Il bambino era stato rapito e fatto sparire dalla madre in Croazia sta per ripartire per Spalato, per riportarlo a casa

Un appello per aiutare Alessandro Avenati, il papà di Moncalieri a cui la compagna, Nina Kuluz (che è stata arrestata), aveva portato via il figlio Cesare, ritrovato in Croazia solo pochi giorni fa.

Per riavere indietro suo figlio, l'uomo, 49 anni, titolare di una concessionaria di auto a Moncalieri, deve recarsi a Spalato, dove il piccolo è stato ritrovato, e e restarci ancora a lungo in modo da consentire al bambino di riavvicinarsi a lui senza restare troppo traumatizzato. Troppi, come anche tanti sono stati i soldi spesi nei suoi cinque lunghissimi anni di battaglia. "Non chiedo elemosine - dice - ma sono a corto di liquidità perché ho dovuto disinteressarmi della mia attività e ho dovuto sopportare spese enormi che hanno prosciugato i risparmi di una vita. Mi affido al buon cuore di tutti quelli che hanno seguito questa storia e che si sono commossi nel sapere che ce l’ho fatta, che ho ritrovato Cesarino. Ognuno faccia quello che sente, quello che può. Io li ringrazierò insieme a mio figlio quando torneremo in Italia".  

Chi vuole aiutarlo a sostenere le spese per riportare a casa il piccolo Cesare può versare un contributo sull'Iban IT49G0690620001000000002864 presso la banca Ubi (Banca regionale europea) intestato ad Alessandro Avenati.

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