Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Bambino morto per un guasto all'ossigeno: "Disastro colposo"

I fatti risalgono al 29 giugno. In quei drammatici momenti secondo la procura ci fu un immediato pericolo anche per altri sei bambini ricoverati nei reparti del Regina Margherita

Il 29 giugno un bambino venezuelano di 9 anni era morto al Regina Margherita per un guasto alla centrale di distribuzione dell'ossigeno. Disastro colposo: è il reato, insieme a quelli di omicidio colposo e lesioni, ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Torino nell'inchiesta.

Raffaele Guariniello, il pubblico ministero che segue la vicenda, ha disposto una perizia che è stata eseguita dal medico legale Roberto Testi: si è così stabilito che in quei drammatici momenti ci fu un immediato pericolo anche per altri sei bambini ricoverati nei reparti di cardiologia e rianimazione dell'ospedale. Una bambina che si trovava in emodinamica ha avuto un arresto cardiaco ed è stata salvata soltanto dall'immediato intervento dei medici dell'ospedale. Anche un secondo bimbo si è ritrovato in grave pericolo di vita. Soltanto per altri due bambini che erano collegati alla centrale e che si trovavano però nelle sale operatorie, è stato escluso il rischio.

Più di un sopralluogo è stato svolto durante le indagini dai periti nominati dalla Procura (i Carabinieri del Nas e un pool di esperti del Politecnico di Torino): il guasto sarebbe stato causato da un intervento di saldatura sulla centralina di distribuzione dei gas medicali, dove erano in corso lavori di collegamento a un nuovo serbatoio per i gas medicali.

Proprio questo piccolo intervento avrebbe inavvertittamente causato l'emissione di azoto, che avrebbe diminuito lo spazio per l'ossigeno all'interno del condotto, sceso di colpo a percentuali tra l'1% e l'8%. Il bambino venezuelano respirava ossigeno al 100% a causa delle sue condizioni per una grave forma di leucemia.

Colpe dei medici erano state scluse quasi subito dalla Procura, che sta verificando eventuali responsabilità del committente (i vertici dell'ospedale), della ditta appaltatrice e di quella subappaltatrice dell'intervento di manutenzione della centralina. Il subappalto non sarebbe stato autorizzato, secondo quanto ricostruito finora dalla Procura del capoluogo piemontese. Le indagini continuano.

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