Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Ciriè

In coma per un cerotto: ancora in rianimazione il bambino di Ciriè

Gli atti della vicenda del bambino di Ciriè in ospedale per un'overdose causata dall'applicazione di un (o più) cerotti antidolorifici sono stati trasmessi alla Procura di Torino. Per il momento non ci sono indagati

E' ancora ricoverato all'ospedale Regina Margherita nel reparto rianimazione il bambino di Ciriè andato in in overdose da stupefacenti per un cerotto antidolorifico, o forse più di uno, applicatogli dalla nonna. Il cerotto, hanno accertato i medici, contiene oppiacei: nulla di pericoloso per un adulto ma con potenziali effetti devastanti per un soggetto di così tenera età.

Gli atti della vicenda sono stati trasmessi alla Procura di Torino. Nella serata di ieri i medici hanno detto che l'effetto degli oppiacei è "in fase di superamento", ma prima di questa mattina non sarà possibile valutare un miglioramento e le reali condizioni di salute del bambino.

Il cerotto è stato applicato al bambino nella casa dove abita, a Ciriè. La nonna, 80 anni, ha detto di averlo fissato nella serata del giorno prima al piede destro e di averlo fatto per sbaglio, pensando che si trattasse di un normale cerotto. I medici dell'ospedale di Ciriè, dove il bambino, in seguito a un malore, è stato trasportato nella mattinata di ieri in ambulanza, hanno però trovato frammenti del cerotto - il Matrifen, che contiene il principio attivo del fentanil, un oppiaceo utilizzato per lenire i dolori e che necessita di prescrizione medica - sullo sterno.


Dopo la valutazione della gravità del caso, il piccolo paziente è stato trasferito d'urgenza all'ospedale Regina Margherita. Qui è stato intubato e ventilato artificialmente, in quanto avvertiva difficoltà respiratorie. Per lo staff del reparto di rianimazione, diretto dal professor Giorgio Ivani, bisognerà aspettare le prossime ore e attendere lo smaltimento della sostanza assunta per avere un quadro clinico più chiaro.

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