Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Bambina tolta a genitori anziani, gli psicologi: "Probabili altre motivazioni"

Il neuropsichiatra infantile Gabriel Levi dell'Università La Sapienza di Roma dice: "In linea generale è vero che per genitori anziani e per i figli dei genitori attempati possono esserci problemi aggiuntivi"

Entrano in campo alcuni psicologi nel dibattito innescato dalla sentenza del Tribunale di Torino che ha tolto la figlia a due genitori di 70 e 57 anni ("Non per l'età, ma perchè mancavano alcuni presupposti", dicono dal Tribunale). Togliere un figlio a dei genitori solo sulla base dell'età avanzata di questi ultimi è "sicuramente eccessivo". Gli psicologi non hanno dubbi: "E' molto probabile che sussistano anche altre motivazioni". Ad ogni modo, è il parere degli esperti, in queste situazioni "si deve valutare caso per caso e non si può generalizzare".

Il neuropsichiatra infantile Gabriel Levi dell'Università La Sapienza di Roma dice: "In linea generale è vero che per genitori anziani e per i figli dei genitori attempati possono esserci problemi aggiuntivi, ma sono convinto che le situazioni vadano giudicate caso per caso, ed anche tenendo conto dei cambiamenti degli stili di vita". Per principio, prosegue, "sconsiglierei ad una donna di 57 anni di fare un fecondazione assistita, ma non è detto che una madre di questa età non possa crescere bene un bambino, così come un padre anziano". Ovviamente, rileva Levi, "un figlio 'tardivo' corre un maggior rischio di rimanere presto orfano o di andare incontro ad esperienze di malattia dei genitori, tuttavia non si può fare una legge generale partendo da un solo caso. In altre parole, per i figli tardivi c'é un fattore di rischio maggiore, ma molto dipende dalle caratteristiche dei singoli genitori".

La pensa così anche la psicologa dell'età evolutiva Anna Oliveiro Ferraris: "Se basata solo sul fattore dell'età dei genitori questa sentenza mi sembrerebbe davvero eccessiva, per questo penso che alla base della decisione del Tribunale ci siano anche delle altre motivazioni".

L'età dei genitori secondo la psicologa "non è un parametro da solo sufficiente per giustificare l'allontanamento di un figlio, ma personalmente sconsiglierei gravidanze tardive". E sicuramente, secondo l'esperta, "le potenzialità insite nella fecondazione assistita devono spingere ad un'attenta riflessione". Il fatto, conclude Ferraris, è che "la pratica della fecondazione assistita anche in età più avanzata è qualcosa di abbastanza recente e, dunque, non ci sono casistiche o studi sulle conseguenze o gli eventuali maggiori traumi cui possono andare incontro i figli 'tardivi', ma si tratta di una questione che richiede una riflessione ad ampio raggio". (ANSA)

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