Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Da dove deriva la parola “balengo”? Ecco le origini che pochi conoscono

L'epiteto dialettale reso popolare dalla Littizzetto ha illustri precedenti letterari. E sulla sua etimologia l'Accademia della Crusca spiega che...

L'epiteto offensivo ma allo stesso tempo affettuoso più tipico del piemontese è certamente “balengo”, negli ultimi anni reso popolarissimo in tutta Italia dall'uso frequente che ne fa Luciana Littizzetto.

In pochi invece sanno che “balengo” ha avuto testimonial letterari ben più illustri della pur grandissima comica torinese: nel 1915, il primo a usarla in un racconto intitolato “Torino dal passato” della Nuova Antologia fu Guido Gozzano, che scrisse: “La vecchia esita. Poi s’alza, si volge alle donne con un sorriso ed un sospiro accennando al pendolo e a me: – Ah! Che balengo!”.

Dopo Gozzano anche Cesare Pavese ricorse a questa espressione ingiuriosa e scherzosa allo stesso tempo; in una novella dialettale intitolata Arcadia si legge questo dialogo: “A fa ’n gir, tota?” – “Con i balengo, no”. Tra i grandi nomi della cultura moderna piemontese c'è poi anche Umberto Eco che nel romanzo storico Baudolino usa il termine balengo.

Ancora meno nota è invece l'origine etimologica di questa parola, il cui significato (questo lo sappiamo tutti) oscilla tra “sciocco, stupido” e “bizzarro, pazzo”. Come ha spiegato Barbara Fanini in una ricerca per l'Accademia della Crusca, l’ipotesi oggi più accreditata riconduce balengo alle forme italiane “bilenco” e “sbilenco” nel senso di “storto, malfermo”. In questo caso la radice originaria sarebbe nel termine derivato dal francone “link” con significato (anche nelle lingue germaniche) di “sinistro”, a cui si sarebbe aggiunto il prefisso rafforzativo latino “bis”, poi mutato in “ba”.

In passato, tra le etimologie più accreditate c'era l’ipotesi derivata dal furbesco “balenga” nel senso di “testa che balla” e quella che poneva alla base del termine la radice preromanza “bal-/bel-” col significato di “lucente” per indicare gli effetti della luce sulla vista con eventuali difetti mentali. Tuttavia gli studiosi tendono oggi a sostenere la teoria che rimanda alla forma italiana “sbilenco”.

In questo video dal sito della Rai, Luciana Littizzetto e Fabio Fazio in "Che Tempo che Fa" dell'11 ottobre 2015 assegnano il "Balengo d'oro" o "Che balengo che sei" a un passeggero di Caselle che si rese protagonista di un falso allarme bomba (la nostra cronaca dell'episodio a questo link)

(Immagine tratta dal profilo Twitter di Luciana Littizzetto)

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