"Ti sposo", ma è tutta una messinscena. Nel frattempo la badante gli aveva prosciugato il conto

Sequestrata anche una casa

immagine di repertorio

Una badante infedele, italiana di 48 anni, ha approfittato di un rilevante deficit cognitivo del proprio datore di lavoro, italiano di 64 anni, per portargli via, dal 2017 ad oggi, oltre 500mila euro. Il raggiro è stato scoperto dai carabinieri della compagnia Torino San Carlo che, a inizio luglio 2020, hanno notificato alla donna un’ordinanza di custodia cautelare del divieto di dimora nel comune di Torino e del divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, nonché del divieto di comunicare con lui e di mantenere una distanza di almeno 500 metri.

L'accusa è di di circonvenzione di incapace continuata e aggravata dall’aver cagionato alla vittima un danno di rilevante quantità. All’indagata e alla vittima sono stati sequestrati i rispettivi conti correnti. Alla donna è stata anche sequestrata la casa dove vive, nella zona nord della città, perché ritenuta provento della sua attività illecita.

La donna ha fatto credere all’anziano di essere innamorata di lui, tant’è che l’uomo era convinto che un giorno si sarebbero sposati e trasferiti in Liguria. È stata la banca a segnalare ai carabinieri un anomalo flusso di denaro, con prelievi e bonifici vari, sul conto corrente del proprio cliente. Gli investigatori hanno poi ricostruito il tracciato dei capitali, dimostrando che la beneficiaria di tutto il denaro era la badante infedele, nel frattempo diventata fidanzata della vittima.

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In attesa delle nozze, la donna era riuscita a farsi comprare una casa, per un valore di oltre 220mila euro, dove vive con i figli, a ottenere contanti e assegni per cure dentistiche, interventi di chirurgia estetica, auto, oggetti griffati per lei e per i suoi ragazzi. La donna aveva sempre fatto credere al suo datore di lavoro che i soldi le sarebbero serviti per pagare le tasse e le cure mediche della madre di lei gravemente malata. È stato accertato anche che l’uomo, tra il 2017 e il 2020, ha effettuato prelievi in cassa per oltre 132mila euro. La vittima, che non ha familiari stretti, è stata affidata ai servizi sociali.

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