Cronaca

Il 2011 è pronto a lasciarci: i fatti e i misfatti dell'anno che se ne va

Dal referendum a Mirafiori alla sentenza Thyssen, dall'elezione del sindaco Fassino all'operazione "Minotauro" contro l'ndrangheta, passando per gli scontri in Val Susa: un 2011 raccontato mese per mese

Il 2011 sta per terminare e, come ogni anno, si tirano le somme ripensando a ciò che è accaduto. In questo articolo vogliamo ripercorrere gli ultimi 12 mesi con gli avvenimenti in evidenza in Torino e provincia. Il 2011 torinese si è aperto con il referendum allo stabilimento Fiat di Mirafiori, con annesso scontro tra sindacati Fismic e Fiom. Poche settimane dopo a Lingotto si aggiunge un servizio importante alla città, l'apertura della nuova tratta della metropolitana, commentata in modo positivo dai candidati sindaci di Torino, ruolo che a maggio vedrà Piero Fassino prendere l'eredità di Sergio Chiamparino. Negli ultimi mesi grande risalto ha avuto la Juventus, oltre che per il primato in classifica, anche e soprattutto per l'inaugurazione del nuovo stadio, "un'innovazione capace d cambiare la visione del calcio". Tra i fatti di cronaca non potevano non trovare spazio nelle fotografie dell'anno il terremoto che ha messo paura alla regione intera e il maltempo, causa di chiusura di scuole e negozi.

 

FIAT: REFERENDUM DI MIRAFIORI

Sono passati appena quindici giorni dall'inizio del nuovo anno e i lavoratori dello stabilimento Fiat di Mirafiori sono chiamati afiat-5-2 votare il referendum come a Pomigliano. Un voto che ha un'altissima adesione, si sono infatti contati ben 5.139 lavoratori al seggio, pari al 94,6% del totale. Il divario tra i "sì" e i "no" rimane strettissimo fino alla fine e all'alba arriva il verdetto: 54% favorevoli e 46% quelli contrari. Decisivi per il sorpasso finale del "sì" il voto degli impiegati, anche se il risultato, festeggiato da alcuni rappresentanti della Fismic, scatena attimi di confusione con la Fiom in prima linea. Con il nuovo contratto vengono rivoluzionati gli orari di lavoro in fabbrica. Si passa dai due turni per cinque giorni alla settimana ai tre turni su sei giorni, notte compresa. Cambia anche il modello dei sindacati interni: solo le organizzazioni firmatarie dell'accordo possono - come scritto nel testo - scegliere i propri rappresentanti.

"SE NON ORA QUANDO?"

Migliaia di donne il 13 febbraio scendono in piazza Castello per partecipare alla manifestazione "Se non ora quando?" che va in scena in tutta Italia. I cortei vogliono sottolineare il rispetto della dignità femminile e si rivendica un ruolo diverso da quello di oggetto sessuale diffuso da giornali e tv, relativamente agli scandali del "Bunga bunga".

LA METROPOLITANA ARRIVA A LINGOTTO

Il 6 marzo la metropolitana si sveglia con un nuovo capolinea: la linea 1 metro-2-2rende attivi i tre chilometri in più di galleria e arriva fino a Lingotto. Il taglio del nastro lo fanno insieme il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, il governatore del Piemonte, Roberto Cota, e il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture, Mino Giachino. Oltre ad essere il giorno dell'inaugurazione del nuovo tratto (che porta il costo complessivo per la metropolitana ad oltre un miliardo di euro) è anche un giorno di liberazione per molti residenti, che per anni sono stati vittime dei disagi provocati dai cantieri e della viabilità al limite della sopportazione. Per contro la nascita delle fermate Marconi, Nizza, Dante, Carducci, Spezia e Lingotto sono il risultato di una città che "non si ferma mai".

UNA SENTENZA STORICA: LA SENTENZA THYSSENKRUPP

Sedici anni e 6 mesi per Harald Espenhahn per il rogo alla ThyssenKrupp di Torino. E' questa la storica sentenza emessa poco dopo le 21 del 15 aprile con cui l'amministratore delegato thyssen3_original-2dell'azienda tedesca viene condannato per la morte di 7 operai il 6 dicembre 2007. Per la seconda corte d'assise Harald Espenhahn è responsabile di omicidio volontario con dolo eventuale. Insieme a lui condannati con la stessa accusa Marco Pucci, Raffaele Salerno e Cosimo Cafuerri, a 13 anni e 6 mesi, e Daniele Moroni a 10 anni e 10 mesi.

"Una sentenza forte che rende giustizia alle famiglie, un segnale importante a tutto il mondo del lavoro", è il commento a caldo del candidato sindaco di Torino Piero Fassino. "So che questa sentenza - conclude il deputato Pd - non riporterà le vittime ai loro cari, ma potrà restituire ai loro familiari e compagni di lavoro un senso di giustizia". Raffaele Salerno, il direttore dello stabilimento di Torino, condannato a 13 anni e 6 mesi, dice invece che la sentenza "è una vergogna". Al quotidiano Repubblica racconta la sua disperazione, dicendo di essere "solo un uomo che ha lavorato per 40 anni in fabbrica, che non ha mai fatto niente di male e che si ritrova con 13 anni di galera davanti"

FASSINO NUOVO SINDACO DI TORINO

Con quasi il 57% del voto dei torinesi, Piero Fassino è eletto sindaco di Torino. Il candidato del Pd fassino_7_original-2diventa il successore di Sergio Chiamparino con una larghissima maggioranza: il primo dei suoi rivali, Michele Coppola del Pdl, non va oltre il 27% dei consensi. "Sarò il sindaco di tutti i torinesi, sia di chi mi ha votato, sia di chi ha ritenuto di fare scelte diverse", le parole all'ufficialità della vittoria. Fassino ha in mente una "Gran Torino", proseguendo l'opera iniziata da Chiamparino e puntando a completare il processo di cambiamento avviato dalle giunte di centrosinistra a Torino, una volta "elaborato il lutto della crisi manifatturiera". Le tre parole chiave su cui punta sono "innovazione, lavoro e solidarietà". Dopo una campagna elettorale che ha visto Fassino percorrere 11 mila chilometri, partecipando a 780 iniziative, una volta eletto non perde tempo e per la nuova giunta comunale ha le idee ben chiare: "Giovani, donne e società civile".

MAXI OPERAZIONE CONTRO L'NDRANGHETA: OPERAZIONE MINOTAURO

Giugno si apre con una maxi-operazione dei carabinieri e della guardia di finanza contro la criminalità organizzata nella provincia di Torino, che porta all'arresto di 151 persone e 40 indagati in stato di libertà. Mesi e mesi di indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Torino, che con oltre 1.300 militari impegnati, ha visto scoprire persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi illegali, trasferimento fraudolento di valori, usura, estorsione e altri tipi di reato. Nell'operazione sequestrate anche 127 immobili tra ville, appartamenti e terreni situati tra Torino e provincia. Tra gli arrestati, invece, anche Nevio Coral, sindaco di Leinì per decenni, portato nel carcere delle Vallette.

NO TAV: ASSALTO AL CANTIERE

Per il 3 luglio in programma c'è una manifestazione anotav_2_original-2 Chiomonte da parte del Movimento No Tav. Il giorno dopo tutti i giornali saranno incentrati sui violenti scontri tra le forze dell'ordine e gruppi di manifestanti, che concludono una giornata iniziata con un corteo pacifico di quasi 40 mila persone. Imponente lancio di gas lacrimogeno, idranti aperti per molte ore dalle forze dell'ordine, pietre, petardi, bombe carta e bottiglie piene di ammoniaca sono le "armi" utilizzate in Val Susa. Alla fine circa cento poliziotti e trenta manifestanti rimangono feriti, fortunatamente nessuno in modo grave. Il punto violato del cantiere è la baita: "La strategia ha funzionato - dice un manifestante - Ai viadotti abbiamo fatto bordello per tenere impegnati gli sbirri, giù a Chiomonte siamo rimasti tranquilli per passare all'azione al momento buono".

TERREMOTO A TORINO

Il 25 luglio alle 14.32 la terra trema per 4 secondi e nel torinese è il panico. Una scossa a 25 chilometri di profondità di magnitudo 4.3 della scala Ricther, con epicentro tra Cumiana e Cantalupa, nel pinerolese, è avvertita in tutto il Piemonte. Fortunatamente non sono stati registrati né feriti né danni di una certa entità, ma comunque lo scompiglio e la paura sono stati tanti, anche perché a Torino non si registrava un terremoto simile da quasi 20 anni. Per la protezione civile la scossa ha rappresentato invece una "normale attività sismica". Il terremoto rimane "immortalato" in un video che Marco Travaglio stava registrando dal suo studio. Quando tutto inizia ad oscillare il giornalista lascia la postazione e scappa fuori spaventato.

LA JUVENTUS INAUGURA IL NUOVO STADIO

L'8 settembre è il gran giorno della Juventus che, dopo 114 anni di storia, entra nella sua nuova Stadio Juve Copyright Infophoto 3casa fatta a sua immagine e somiglianza in tutto per tutto: lo "Juventus Stadium". A suggellare il giorno storico, che "cambierà il modo di intendere il calcio in Italia" secondo Andrea Agnelli, uno spettacolo degno di Hollywood, fatto da luci, musica, ex giocatori e trofei che per un'ora e mezza regalo emozioni ai tifosi bianconeri e non. Uno dei momenti più toccanti dell'intera serata un siparietto fatto da Boniperti e Del Piero che, al centro del campo, sono seduti su una panchina e raccontano i momenti memorabili della storia del club. "Sono convinto che il nuovo stadio segnerà una rinascita della Juve - dice Gianluca Pessotto, prima giocatore e ora dirigente della società - Ho annusato il profuma dell'erba e andare allo stadio sarà un piacere". Si unisce ai complimenti, anche se non fisicamente presente, il numero uno della Uefa Michel Platini, uno dei più grandi giocatori della storia che con i bianconeri ha vinto tre palloni d'oro. "Nel nuovo stadio potrà iniziare un nuovo ciclo - dice Platini - spero si ripetano le imprese fatte al Comunale, dove abbiamo scritto la storia del calcio".



MALTEMPO A TORINO, SI SFIORA UN NUOVO 1994

Il mese di novembre si apre con il maltempo che si abbatte su tutta la penisola. A Torino e provincia l'allarme è alto da subito, soprattutto per quanto Maltempo a Torino, fiume Po (11)-2riguarda il rischio di esondazione dei fiumi. La Protezione Civile e l'Arpa monitorano la situazione 24 ore su 24 già dal 4 novembre, anche perché le previsioni prevedono un lungo fine settimana di pioggia battente su tutta la regione. "Invito i cittadini piemontesi a tenersi informati sulla situazione meteo - dice Roberto Cota - e ad uscire di casa solo se veramente necessario". Sono infatti ore lunghissime quelle in cui l'acquazzone scende senza placarsi. A Villar Pellice cinque famiglie sono fatte evacuare dalle loro abitazioni per una colata di fango trasportata da un torrente, mentre in tutta la regione chiudono precauzionalmente le scuole, è sospeso lo sciopero indetto dalla Gtt e molti negozi non aprono la serranda. Il bilancio dei danni è meno di quello che si pensava, grazie anche alla non esondazione di alcuni fiumi. Inevitabili invece i problemi all'agricoltura, con l'allagamento dei campi e con la distruzione dei campi di cavoli, cavolfiori, spinaci, porri, rape e molto altro.

RAID AL CAMPO NOMADI PER LA BUGIA DI UNA SEDICENNE

Mentre molti si domandano come si faccia a violentare una ragazzina di 16 anni, Campo-5il 10 dicembre a Torino un gruppo di persone brucia il campo nomadi della Continassa per vendicare la giovane di zona Vallette. Era stata lei a denunciare la violenza subita da parte di due rom, ammissione poi ritrattata con una verità ben diversa quando, però, ormai il raid incendiario era stato già compiuto. Il gesto folle è partita da un corteo per la ragazzina, ma ad un certo punto un gruppo di persone si è staccato dal gruppo dirigendosi verso il campo rom appiccando fiamme su baracche e roulotte. La sedicenne ha chiesto scusa a tutti con una lettera, non solo per la sua bugia, per cui è stata denunciata per simulazione di reato, ma anche per quello che le sue parole hanno scatenato, "E' arrivato mio fratello, mi sono vergognata (per la sua "prima volta", ndr) e ho inventato la storia della violenza". "Scusatemi - scrive la ragazzina - Ho visto le immagini in tv delle fiamme al campo nomadi e mi sono sentita male. Mi vergogno da morire".

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