L'autopsia non chiarisce il giallo: Roberto è stato pestato oppure è caduto?

Serviranno due mesi

La casa di Roberto Dellacroce, in via Priolo a Pinerolo

Serviranno ancora almeno due mesi per capire che cosa sia accaduto a Roberto Dellacroce, il 76enne di Pinerolo morto lo scorso 27 dicembre 2018 dopo un mese e mezzo di ricovero per traumi la cui origine è ancora incerta.

Il Chiara Maina della procura di Torino ha aperto un fascicolo contro ignoti, ipotizzando il reato di morte come conseguenza di altro delitto. Non si parla, almeno per il momento, di omicidio.

L'autopsia, eseguita dal medico legale Giovanni Maggiora lo scorso 31 dicembre 2018, non ha evidenziato chiari segni di pestaggio (benché si parli anche di spappolamento della milza) ma non ha neppure escluso che questo possa essere avvenuto. Il consulente depositerà una relazione a inizio marzo 2019.

I carabinieri della compagnia cittadina continuano a indagare, invece, per capire che cosa possa essergli accaduto. Ad Abbadia Alpina, dove risiede, sono insistenti le voci di un pestaggio avvenuto fuori da un bar. Resta però aperta anche l'ipotesi di una banale caduta avvenuta nella sua casa di via Priolo oppure fuori.

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