Corpo feto-neonato in armadio, l'autopsia non chiarisce se partorito vivo o morto

Serviranno ulteriori esami i cui risultati arriveranno tra qualche giorno. Per ora sono visibili solo i normali segni del parto

L'ospedale Maria Vittoria

L'autopsia non è riuscita a stabilire se il feto (in realtà un neonato del tutto formato) trovato senza vita in un armadio la sera di lunedì 3 ottobre in un appartamento di via Luserna di Rorà 11 sia stato partorito vivo o morto.

L'esame, eseguito oggi dal medico legale Roberto Testi, incaricato dal pm Lisa Bergamasco, necessita di un approfondimento clinico i cui risultati saranno disponibili soltanto tra due o tre giorni. Ha stabilito invece, in modo definitivo, che non si è trattato di un aborto ma di un parto a tutti gli effetti. A livello macroscopico, sul corpo del bambino sono presenti i segni di microtraumi relativi al parto, anche se gli ulteriori esami serviranno a capire se in questi vi sia qualcosa di insolito.

 

Resta dunque in sospeso anche la posizione dei due genitori, operai peruviani di 35 (lui) e 36 (lei) anni, tuttora ricoverata all'ospedale Maria Vittoria. Se il bambino risultasse nato vivo resterebbe aperto lo scenario dell'infanticidio, ma anche quello della morte immediata per malore del piccolo. Se invece fosse nato morto la posizione dei coniugi risulterebbe più leggera. In ogni caso, dovranno spiegare perché abbiano nascosto il corpicino dopo averlo chiuso in un sacchetto di nylon. E anche perché il parto non sia avvenuto in ospedale o comunque alla presenza di sanitari, ma in un appartamento.

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