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Oltre 70 auto in divieto di sosta, Madama Cristina la via più incivile

Sono stati effettuati monitoraggi per 12 ore, in un solo giorno, per ciascuna delle 12 vie. Doppia e tripla fila, sosta su strisce pedonali, su fermate dell'autobus, su marciapiedi, in aree pedonali, su posti riservati ai disabili

Che lasciare l'auto in doppia fila sia segno di inciviltà non vi è dubbio, ma quando le vetture sono così numerose il traffico rischia di collassare sul serio e le vie che ne risentono, in città, sono davvero tante. I numeri parlano chiaro e sono davvero allarmanti: se via Genova fosse costantemente presidiata durante i giorni lavorativi, le auto in sosta vietata nell'arco dell'anno sarebbero circa 95mila. Al collasso, soprattutto nelle ore di punta, anche via Madama Cristina dove, intorno alle ore 17.00, le vetture in doppia o tripla fila sono addirittura 77.

I dati arrivano da Malasosta - movimento spontaneo di cittadini, che denuncia il livello di illegalità stradale - che ha effettuato le analisi in un unico giorno, una volta all'ora per 10-12 ore, individuando le auto in doppia fila e divieto di sosta. La via in cui gli automobilisti sono più incivili è, appunto, via Madama Cristina con 77 auto in divieto contemporaneamente. Segue corso Giulio Cesare con 76, via Nizza con 68, via Genova con 66 e via Nicola Fabrizi con 61. I rilievi sono stati effettuati in 12 vie, tenendo conto delle vetture in doppia e tripla fila, sosta su strisce pedonali, su fermate dell'autobus, su marciapiedi, in aree pedonali, su posti riservati ai disabili.

Non si tratta solo di una questione di inciviltà, di mezzi pubblici bloccati e viabilità ridotta, ma anche di introiti. Sì, perchè le soste vietate non sanzionate comportano una notevole perdita in termini di denaro per le casse comunali, soldi che - di fatto - potrebbero essere utilizzati per migliorare la vita dei torinesi. In via Madama Cristina con solo 12 passaggi di controllo in un giorno, si otterrebbe un introito di oltre 16mila euro, 4,2 milioni di euro in un anno. Stessa storia per via Genova dove gli introiti in un anno sarebbero addirittura di 4,5 milioni di euro.

Il fenomeno dell'inciviltà stradale e in particolare della sosta selvaggia (fenomeno più facilmente analizzabile) non risparmia nessun quartiere di Torino e "non sembrano essere in atto contromisure efficaci per contrastarlo. Anzi, la sensazione è che manchi totalmente la volontà di farlo e che alzare la guardia rappresenterebbe un ostacolo politico di chi ci amministra".
L'analisi - inoltre - non ha preso in considerazione vaste aree in cui la malasosta rappresenta un problema quotidiano e di vastissima portata, come P.za Santa Giulia, l'area pedonale di via di Nanni, Corso Vittorio Emanuele.

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