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Rischia di essere investito con la figlia di undici mesi e denuncia: "Quell'attraversamento è pericolosissimo"

A Beinasco c'è un attraversamento pedonale con semaforo in strada Torino che mette paura ai pedoni. Diverse le richieste di intervento, ma ancora non è stato fatto nulla. Andrea Forneris ci racconta il brutto episodio capitato a lui e a sua figlia

Sono ancora tanti gli attraversamenti pedonali pericolosi in Torino e provincia. L'amministrazione lo scorso anno ha provato ad individuarli e a trovare una soluzione per quelli messi peggio, ma di fatto per molti non è stato fatto nulla o non è stato possibile fare nulla.

Uno di questi si trova in strada Torino a Beinasco, davanti alla filiale della Banca Sella. Qui spesso la carreggiata si trasforma in pista e le auto sfrecciano ad alte velocità. Testimonianza di quel che avviene ce la dà Andrea Forneris, un beinaschese che proprio in quell'attraversamento perdonale ha vissuto una brutta esperienza qualche giorno fa. "Sembra incredibile ma in un era tecnologicamente all’avanguardia, attraversare la strada può essere un gesto che costa la vita alle persone - denuncia -. Nonostante i semafori 'intelligenti', i dissuasori, i velox e l’attraversamento a chiamata, a Fornaci di Beinasco attraversare la strada sul tratto di strada Torino può trasformarsi in una tragedia perché nonostante la rotonda e il semaforo i pirati della strada sono sempre in agguato".

Ecco cosa gli è successo. Andrea Forneris sta rientrando a casa poco dopo le 20. Ha appena fatto una passeggiata con la figlia di undici mesi quando, dopo aver premuto il tasto e aspettato il semaforo verde, attraversa parte della strada sulle strisce prima di bloccarsi perché un'auto, un'Alfa Romeo 166, arriva a folle velocità senza rallentare la corsa. "La macchina ci sfreccia davanti ai piedi - ci racconta -, la guardo e gli faccio un gesto inequivocabile di andare piano e guardare il semaforo. E qui inizia la parte più sconvolgente. Il pirata si blocca, scende dall’auto e inizia a minacciarci e inveire 'ti ammazzo…' e le parolacce non le scrivo nemmeno, ma la cosa che ancora mi fa pensare che nessun altro automobilista si sia fermato per aiutarci, eravamo io ed una bimba di undici mesi in balia di un pazzo". Andrea riesce a raggiungere il portone di casa prima che la situazione degeneri.

Nei giorni successivi l'uomo racconta quanto gli è accaduto ad altre persone e qui la "sorpresa". "Parlando dell’accaduto con la gente le risposte più comuni sono state 'è capitato pure a me', 'è pazzesco non ci sono controlli di nessun genere se non quando lavano le strade', e come posso non dare loro ragione? - si chiede -. Com’è possibile che in una società evoluta ci sia ancora tutta questa ignoranza civile? Dove sono le istituzioni locali, la polizia municipale ma soprattutto è così difficile mettere in atto delle tutele per i cittadini? ".

Le cose sembrano essere cambiate in peggio nel tempo nel tratto di strada in cui Andrea Forneris ha avuto l'episodio spiacevole. Chi conosce bene la zona dice che lì una volta non era così ma la situazione è mutata da quando è stato chiuso il casello della tangenziale. "Ora l'aria è irrespirabile - dice Andrea -, alle cinque del mattino sembra di essere in una via del centro, di notte macchine e moto fanno le gare complice il semaforo spento e nessun tipo di controllo. I nomignoli di Fornaci si sprecano 'terra di nessuno', 'zona dimenticata da tutti', ma il più bello è quello di un anziano 'siamo il casello più grande di Europa…'".

Tra i residenti della zona Fornaci sono molte le domande senza risposta. Quello che vorrebbero è che si pensi ad un restyling con l'apertura del casello di Orbassano, il divieto di passaggio ai mezzi pesanti se non per carico e scarico, l'uso di mezzi ecologico da parte di Gtt e l’utilizzo "immediato" di un controllo della velocità e di una telecamera che impedisca il passaggio con il semaforo rosso.

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