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Bike sharing free "floating": i vandali colpiscono ancora, ma dal Comune sono in arrivo gli stalli

A Torino e Milano gli episodi di inciviltà sono più diffusi

Continuano in città gli episodi di vandalismo che coinvolgono le bici del bike sharing senza stalli. Uno degli ultimi giorni è quello segnalato in via Livorno, presso il centro commerciale Parco Dora, dove è stata rinvenuta una bici Obike, gettata a terra e semi distrutta. Dopo averne ripescate nei fiumi, in mezzo alle sterpaglie fra la spazzatura e addirittura sul monumento di Vittorio Emanuele II, i casi di inciviltà e di anormalità non si fermano. E aumentano i danni per le aziende di bike sharing "free floating" che hanno deciso di investire a Torino in questo settore.  

E Torino ohimè è protagonista, insieme a Milano, di un triste primato: si è aggiudicata infatti la maglia nera della città dove questo fenomeno è più diffuso. Un record di cui non andare fieri e che ha costretto lo scorso febbraio, Gobee.bike, l'azienda di Hong Kong, a sospendere il servizio, dopo la Francia, anche sotto la Mole. Ma il Comune si è già attivato affinché altre compagnie, proprio a causa di questi fatti, non siano tentate di lasciare la città. 

L'amministrazione, che proprio dalle compagnie di bike sharing che a Torino hanno attivo il servizio, riceverà circa 180mila euro, ne reinvestirà l'80% per il posizionamento di 1300 nuovi stalli sul territorio urbano, che dovrebbero contribuire a limitare gli episodi di inciviltà, incentivando i torinesi a comportarsi come si dovrebbe. Sarebbe proprio la mancanza degli stalli, caratteristica che paradossalmente rende più accattivante il servizio, a rendere fisiologici gli atti di vandalismo.

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