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Attentato a Tunisi, Fassino: "Non è confermato che la vittima sia torinese"

Le reazioni del sindaco di Torino sono di comprensibile preoccupazione e paura per la sorte dei 34 dipendenti comunali e dei loro accompagnatori rimasti coinvolti nel sequestro e nelle sparatorie all'interno del Museo del Bardo

Il sindaco di Torino, Piero Fassino, si è attivato per ottenere il maggior numero di informazioni dalla Farnesina e gli altri organi preposti alla sicurezza degli italiani per capire quale sia lo stato attuale dei 34 dipendenti comunali di Torino in viaggio nella città del Nord Africa. "Continuiamo ad aspettare con angoscia di avere notizie certe. Siamo riusciti a parlare, al telefono, con due dei 6 dipendenti - spiega il primo cittadino ai microfoni di SkyTG24 - comunali che erano tra gli ostaggi, ma con gli altri quattro non siamo finora riusciti a metterci in contatto". 

"Non esiste ancora un elenco ufficiale di vittime e feriti fornito dalle autorità tunisine - spiega in conferenza stampa il sindaco Fassino - Continuiamo a seguire la questione di ora in ora - precisa - circola voce che la vittima italiana sia torinese, ma non ho avuto conferme né dalla Farnesina né dall'ambasciata".Il sindaco ha parlato con uno dei due torinesi in viaggio con il Cral del Comune di Torino: "Mi è sembrata molto provata, ma anche molto lucida e consapevole" 

"Le autorità tunisine hanno parlato di vittime italiane e di altre nazionalità e mi è stato confermato dal primo ministro, ma aspettiamo altre conferme - spiega con queste parole il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, incontrando i giornalisti alla Farnesina. Il ministro ha spiegato inoltre che sono "oltre 20 morti e una quarantina di feriti che per fortuna non sono gravi - conferma Gentiloni - sono stati coinvolti turisti italiani che si trovavano a bordo di uno dei pullman di una nave da crociera, ma non abbiamo notizie certe, preferiamo non commentare".

"Sono in continuo contatto - aggiunge Fassino - con la Farnesina e con l'ambasciata italiana a Tunisi. Speriamo di avere al piu' presto notizie certe dei nostri colleghi e degli altri torinesi in viaggio con loro. Con grande angoscia l'intera comunità torinese vive il dramma che si sta consumando a Tunisi.  Continuiamo ad aspettare con angoscia di avere notizie certe. Siamo riusciti a parlare, al telefono, con due dei 6 dipendenti comunali che erano tra gli ostaggi, ma con gli altri quattro non siamo finora riusciti a metterci in contatto".

Anche il premier Matteo Renzi ha aperto le sue comunicazioni alla camera sul Consiglio europeo di domani aprendo con la vicenda di Tunisi: "Il primo pensiero va ai nostri connazionali, alle vittime, il nostro convinto sostegno va al governo tunisino perchè possa uscire da questa prova: l’Italia è al loro fianco. Dove si cerca di aggredire il sistema democratico, la cultura, la moderazione del governo tunisino si colpisce ciascuno di noi". 

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