Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Mamma e bimba morte prima del parto, per il giudice i medici non c'entrano: è stata colpa di una patologia rimasta occulta

Tre assoluzioni per il caso della chierese Sara Festa

Sara Festa, chierese

Sono stati assolti con la formula "perché il fatto non sussiste" i medici dell'ospedale Santa Croce di Moncalieri accusati dalla procura di Torino di avere provocato, con la propria condotta giudicata negligente, la morte di Sara Festa e di sua figlia Giorgia nel luglio 2017. A ucciderle, invece, sarebbe stata una patologia cardiaca rimasta occulta addirittura fino a una perizia chiesta nel corso del dibattimento dai legali della difesa. Si sarebbe tratto quindi di una fatalità.

Il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo aveva chiesto per tutti (tra cui il primario Pier Luigi Montironi) una condanna a due anni, ma secondo il giudice monocratico Angelo Barbieri del capoluogo piemontese, che ha pronunciato la sentenza oggi, martedì 14 settembre 2021, non c'è stata alcuna correlazione tra le dimissioni dall'ospedale e la dissezione dell'aorta che ha portato prima il distacco della placenta e poi la morte della donna. Di conseguenza, non c'è stato alcun comportamento negligente dei medici.

Quasi certamente la procura e l'avvocato di parte civile, Claudio Strata, presenteranno ricorso contro la sentenza, che soddisfa invece i legali dei tre medici (Cristina Ajroldi, Gian Maria Nicastro, Cosimo Maggiore e Silvia Giancola) secondo cui tutte le perizie eseguite nel corso del dibattimento hanno di fatto scagionato i loro assistiti e il verdetto ne è stata la logica conseguenza. "Attendiamo le motivazioni", ha detto Strata dopo il verdetto.

"Siamo contenti - dice Nicastro - perché dopo quattro anni riusciamo a ristabilire la verità storica, ossia che questa povera donna e il suo feto è morto perché ha avuto una dissezione devastante dell'aorta, che ha danneggiato il suoi valori coagulativi e impedito che avvenisse lo scambio di ossigeno con la placenta. Si è trattato di una tragica fatalità derivante da una patologia congenita che era rimasta occulta, che era la bicuspidia della valvola aortica, emersa solo durante il dibattimento. Era inconcepibile che una modesta ipertensione avesse potuto originare un problema così devastante. Abbiamo chiesto una perizia che ha accertato questa patologia preesistente e occulta".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mamma e bimba morte prima del parto, per il giudice i medici non c'entrano: è stata colpa di una patologia rimasta occulta

TorinoToday è in caricamento