Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Nichelino / Via Juvarra, 56

Uccise il compagno con una coltellata, ma viene assolta anche in appello: "Fu legittima difesa"

I giudici hanno confermato la sentenza di primo grado

Anche i giudici d'appello dicono che Silvia Rossetto, la 50enne di Nichelino accusata dell'omicidio del compagno Giuseppe Marcon, 65 anni, agì per legittima difesa e quindi va assolta come avvenuto nel processo di primo grado. Il delitto avvenne la sera del 2 settembre 2018 nell'appartamento di via Juvarra 56 mentre lei è libera dal 27 gennaio 2020, quando fu pronunciata la prima sentenza a suo favore.

Oggi, mercoledì 22 settembre 2021, a tre anni dai fatti, quell'impianto è stato confermato nonostante la procura di Torino fosse convinta del contrario e per questo avesse presentato ricorso contro il primo verdetto. Marcon fu ucciso con un unico fendente. La convivente ha sempre sostenuto di avere agito per difendersi dal suo comportamento violento.

La procuratrice generale Nicoletta Quaglino, che ha sostenuto l'accusa in appello, aveva ipotizzato anche l'eccesso colposo di legittima difesa come alternativa all'accusa di omicidio, ma i giudici togati e popolari della Corte d'assise d'appello hanno dato invece ragione alla difesa.

Soddisfato l'avvocato Sergio Bersano, legale di Silvia Rossetto: "Mi aspettavo - dice a TorinoToday - la conferma della sentenza di primo grado. È stata fatta giustizia su una vicenda dolorosa di una donna maltrattata che non aveva avuto altra scelta che difendersi. Le motivazioni che abbiamo presentato, anche per contestare l'ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa, sono state accolte".

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