Una speranza per Bea: presto potrebbe nascere un'associazione con il suo nome

Bea, tre anni e mezzo, è vittima di una malattia unica al mondo. Per lei si sta pensando di fondare una onlus. E intanto la famiglia è stata contattata da Atc e Di Vittorio per una nuova casa

Per aiutare la piccola Bea si sta pensando ad una onlus: è questa la novità che i genitori di Beatrice, la sfortunata bambina afflitta da un morbo sconosciuto che le paralizza le articolazioni, stanno attuando. L’idea, le cui linee guida potrebbero essere stilate già questa settimana, sta venendo realizzata assieme ai collaboratori dell’assessore regionale al lavoro e formazione professionale Claudia Porchietto. Sarà un modo per aiutare più facilmente Beatrice, il cui male, come hanno confermato le ultime analisi mediche,è attualmente incurabile, e potrebbe peggiorare sempre più. La onlus, che dovrebbe portare il nome di Bea, servirà anche per creare qualcosa di più ampio: ai genitori piacerebbe poter organizzare convegni, e magari aiutare altri bambini in difficoltà.

Intanto, dato il caso molto grave della bambina, l’Atc e la cooperativa Di Vittorio hanno messo a loro disposizione due alloggi ad affitto agevolato “che tra qualche giorno andremo a visionare – , spiega, con grande soddisfazione, Stefania, la madre della bambina – per scegliere quello più adatto alle nostre esigenze”. Una grande notizia per tutte le persone che si sono attivate per offrire il loro appoggio a Bea, e una piccola, grande vittoria specialmente per Stefania e Alessandro, i genitori: l’appartamento in cui vive oggi Beatrice è infatti troppo piccolo per permettere le molte e delicate azioni quotidiane; prendersi cura di Bea, in questa situazione, era veramente troppo difficile.

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La storia della piccola Bea e della sua malattia unica e terribile sta nel mentre appassionando non solo Torino, ma tutta l’Italia, grazie ai messi di comunicazione e alla televisione, che ha documentato la storia triste ed incredibile di questa bambina. Ma Bea necessita ancora di aiuto, da parte di tutti: chi volesse approfondire la sua storia o dare un contributo può visitare il sito www.sarolibera.altervista.org o cliccare sulla pagina Facebook “Il Mondo di Bea”.

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