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Cronache dell'Assedio: un testimone del 1706, la cascina Fossata

Nell'estate del 1706 i francesi assediavano Torino. Tracce dell'assedio e della battaglia sono sparse per tutta la città: con una serie di articoli intendiamo ripercorrere una storia avvenuta 307 anni fa

Per chi abita nel borgo Vittoria, la cascina Fossata rappresenta un cruccio e una preoccupazione costanti. Occupata spesso da sbandati e ormai pericolante, la cascina è al centro di un complesso progetto di riqualificazione che dovrebbe portarla a nuova vita.

Ed è un bene preservarla: la storia di questo antico edificio si fonde con quella di Torino, essendo stata al centro di alcuni eventi di primo piano della storia della città; in primis, l’assedio del 1706.

La Fossata venne eretta nel Seicento, e deve probabilmente il nome dai marchesi Fossata, che poi vendettero la proprietà al decurione della città di Torino Tommaso Lorenzo Bernero nel 1701, appena pochi anni prima dell’assedio.

Per la sua posizione strategica, posto sulla linea di circonvallazione, la Fossata divenne uno dei punti principali di difesa della città individuati dai Piemontesi, che la fortificarono e la adibirono a magazzino della controvallazione nord.

Nonostante i restauri che interessarono la cascina nella seconda metà del Settecento, ad opera del duca del Chiablese Benedetto Maurizio di Savoia, suo nuovo proprietario, la cascina conserva ancora una parte che fu testimone degli scontri del 1706: la costruzione che chiude il cortile verso levante, su via Fossata, conserva ancora le finestrelle strette e lunghe che potevano essere sfruttate per una difesa efficace durante i mesi dell’assedio. È pur vero che la cascina era nata per tutt’altro scopo che la guerra: quelle “feritoie” servivano per proteggere gli animali dal freddo inverno. Ma durante la battaglia è molto probabile che fossero state utilizzate con ben altro scopo.

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