Cronaca Parella / Via Giacinto Pacchiotti, 4

Code infinite all’Asl: “Qui si è tornati indietro nel tempo”

La testimonianza di un cittadino su una disposizione in vigore dal 1 gennaio: "A volte ho fatto tre ore di attesa con centinaia di persone davanti a me". E la situazione è ancora così

L'ASL TO2, in via Pacchiotti

“Ma quale ASL che entra nel futuro, qui si è tornati al passato remoto”. Il signor Pino è un 71enne residente a Parella, per tre mesi costretto a un incredibile calvario che ci ha voluto raccontare.

La madre, recentemente scomparsa, soffriva di una malattia che necessitava di una terapia anticoagulante. Fino al 31 dicembre 2015, il sig. Pino andava dal medico a prenotarle un’impegnativa di prelievi che venivano poi affidati a un incaricato ed eseguiti a domicilio. Dopodiché, nel pomeriggio era sufficiente ritirare gli esiti, mentre la terapia successiva veniva riprenotata in automatico.

I problemi sono iniziati a partire dal nuovo anno, con una disposizione che obbligava a prenotare i prelievi non più dal proprio medico, bensì direttamente all’ASL. “Ho fatto anche 3 ore di attesa con 120 persone davanti a me”, ci dice. Ma non era tutto, perché una volta ritirato l’esito era necessario recarsi nuovamente all’ASL per la prenotazione successiva, dal momento che quest’ultima non veniva più effettuata in automatico. "Una cosa davvero assurda", è il suo commento.

A interrompere questo disagio è sopravvenuta – purtroppo – la morte della madre. Tuttavia il sig. Pino ha voluto comunque raccontarci la sua storia, affinché qualcuno metta mano alla situazione. “Tutti i giorni trovavo persone disperate. Figli che si prendevano giorni di ferie e passavano ore e ore all’ASL, anziani di 80 anni costretti a stare in piedi per un tempo interminabile ”. Nel frattempo ci mostra gli esami della madre: “Ora non servono più – dice con voce sommessa – ma purtroppo tanti altri sono ancora nelle mie condizioni e tutti i giorni devono sottostare a questa tribolazione. Quando scrissi alla Regione, mi risposero che se ne sarebbe occupato l’assessorato alla Sanità, ma a oggi in tanti mi dicono che le cose non sono cambiate”. E forse, di fronte a questo disagio, l’aver esposto il cartello “L’ASL entra nel futuro”, suona quasi come una nota stonata.
 

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