L'asilo costato un milione di euro rischia di non aprire, è polemica

A Bibiana il secondo asilo rischia di non aprire nonostante l'enorme spesa fatta e una trentina di bambini già iscritti per settembre. Il problema nasce da una delibera regionale approvata dalla precedente amministrazione

A Bibiana, piccolo comune torinese con meno di 3.500 abitanti, impazza il caso di un asilo nido nuovo di zecca, costato oltre un milione di euro che, secondo i piani, avrebbe dovuto aprire i battenti a settembre, ma invece rischia di rimanere chiuso e inutilizzato a tempo indeterminato. Il motivo non è legato a costi improvviso o a problemi di sicurezza, ma sono sorti problemi dal punto di vista burocratico.

Una delibera del Governo regionale del Presidente Roberto Cota ha imposto che i comuni in cui esiste già un asilo paritario, per poter aprire nuove sezioni in un nuovo istituto c'è bisogno di un'autorizzazione della scuola paritaria stessa.

A Bibiana è presente "da sempre" un asilo paritario. Attualmente quasi cento bambini sono iscritti, magari figli o nipoti di chi in quell'istituto ci è andato parecchi anni or sono. Questa scuola oggi è gestita da laici, ma una volta erano le suore a mandarla avanti. Questo ha reso quasi impossibile la realizzazione di quanto approvato dal decreto regionale, perché l'asilo difficilmente darà l'autorizzazione.

I problemi che si sono venuti a creare sono due. Il primo riguarda i costi che deve sostenere il Comune di Bibiana, gravato dalla precedente amministrazione di un mutuo di 120mila euro (388mila euro sono stati presi dai fondi europei, 500mila da fondi regionali) per una struttura che attualmente non può essere aperta. Il secondo riguarda quei genitori che hanno già iscritto i propri figli presso l'asilo pubblico. Attualmente sono 29, tra cui alcuni di comuni limitrofi.

La questione potrebbe essere risolta dalla Regione Piemonte stessa. Il vecchio sindaco Giorgio Crema si è infatti rivolto all'amministrazione regionale per cercare una soluzione al problema.

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