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foto del consigliere Marco Grimaldi

foto del consigliere Marco Grimaldi

CIE, condizioni igieniche al collasso e Sel arriva con gli asciugamani

Secondo i dati della questura, fra gli 81 detenuti per la maggior parte rinchiusi per assenza di documenti, sarebbero 15 coloro che hanno fatto richiesta di asilo politico

Cibo scadente e sempre identico, lenzuola monouso in carta che durano poco piùm di una settimana, condizioni igieniche pessime, con bagni addirittura senza porte. Sono queste le condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti del CIE, il centro di identificazione ed espulsione di corso Brunelleschi dove sono trattenuti gli stranieri sottoposti a provvedimenti di espulsione e/o di respingimento.

A denunciare la situazione, già ampiamente risaputa, è in particolare il consigliere regionale di Sel Marco Grimaldi che in queste settimane ha effettuato un sopralluogo presso il centro per verificare la situazione e le condizioni dei detenuti. Stanze prive di finestre, nessun frigo per conservare cibi e bevande, nessun asciugamano in dotazione. Una situazione, quella dei detenuti del CIE, che rischia di arrivare presto al collasso.

Grimaldi e suoi sono tornati al centro di espulsione di corso Brunelleschi con 100 asciugamani, raccolti fra i militanti e le militanti di Sinistra Ecologia Libertà: più del numero dei detenuti al CIE che sono 81. Ogni persona avrà finalmente il suo asciugamano e potrà decidere di riconsegnarlo a fine detenzione, per lasciarlo a disposizione di altri detenuti.

"La Regione, su nostra proposta, ha chiesto mesi fa l’immediata chiusura del centro di corso Brunelleschi e la cancellazione della legge Bossi-Fini - ha affermato Marco Grimaldi -. Ancora nulla si è mosso, nessun segnale è giunto dal Governo. I CIE sono fra i più grandi fallimenti della nostra recente storia. Un’orrenda vicenda italiana dentro una catastrofe europea e mondiale". Lo scorso febbraio, infatti, il Cosiglio regionale aveva approvato a larga maggioranza una mozione di Sel che impegnava la Giunta a reclamare ufficialmente al Governo la chiusura del CIE di Corso Brunelleschi nel più breve tempo possibile.

Secondo i dati della questura, fra gli 81 detenuti per la maggior parte rinchiusi per assenza di documenti, sarebbero 15 coloro che hanno fatto richiesta di asilo politico: “Oggi il massimo della detenzione – scrive Grimaldi – è di 30 giorni per coloro che vengono da una precedente carcerazione, fino a 90 per i trattenuti che non arrivano dal carcere, ma per chi chiede asilo si bloccano le pratiche di identificazione ed espulsione fino al termine della procedura, ed è il tribunale ad avere la competenza per la proroga".

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