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Rapine seriali con accetta e parrucche, sei banditi in manette

Gli arrestati sono tutti pregiudicati e domiciliati nel Torinese. Uno di essi era stato condannato per l'omicidio di un panettiere nel 1994

Ognuno di loro aveva un ruolo preciso. C’era chi effettuava i sopralluoghi, chi faceva da palo, chi eseguiva materialmente la rapina e, infine, chi era incaricato di agevolare la fuga. A finire in manette è stata un’intera banda composta da sei rapinatori, sgominata al termine di una lunga indagine condotta dalla polizia.

Gli arrestati sono tutti pregiudicati e domiciliati nel Torinese. Si tratta di Gianluca Giannotta, Daniele “Pakito” Occhipinti, Walter Destratis, Stefano D’Asaro, Antonino Zafonte - quest’ultimo già condannato per un omicidio avvenuto nel febbraio 1994, quando uccise a coltellate un panettiere nel corso di una rapina - e Francesco Vizzari. I primi quattro sono nati a Torino, mentre i restanti due sono originari di Venaria Reale e Reggio Calabria. 

Alla banda sono contestate tre rapine commesse nei quartieri di San Paolo, San Donato e Madonna di Campagna, dove furono colpite due tabaccherie e una sala slot, con un bottino totale consistente in 10mila euro e numerosi gioielli. Altri due tentativi di rapina ai danni di sale slot sono stati sventati dagli operatori. 

<<VIDEO: LE IMMAGINI DELLE RAPINE>>

I banditi, che agivano armati di pistole - poi rivelatesi dei giocattoli - e armi bianche - tra cui anche un’accetta - sono stati presi nelle loro rispettive case, ad eccezione di Vizzari, il quale è stato bloccato all’aeroporto bergamasco di Orio al Serio mentre era già seduto su un aereo che stava per decollare verso Madrid. Durante le perquisizioni domiciliari sono stati rinvenuti capi d’abbigliamento simili a quelli utilizzati nelle rapine, tra cui passamontagna e parrucche. Inoltre, alcuni degli arrestati si sono resi responsabili di furto e ricettazione di targhe automobilistiche, che utilizzavano sulle vetture per ostacolarne l’identificazione da parte della polizia. Tutti quanti sono attualmente detenuti presso il carcere delle Vallette.

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