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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca Moncalieri / Via Fortunato Postiglione, 14

Oltre 50milioni di euro sottratti alla società, arrestato imprenditore attivo nell’editoria

Arrestato dalla Guardia di Finanza, Vittorio Farina, amministratore unico della Ilte (Industria Libraria Tipografica Editrice S.p.A) di Moncalieri dichiarata fallita nel 2016, in esecuzione dell’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino.

Secondo le ipotesi investigative, l’imprenditore 62enne avrebbe depauperato il patrimonio societario mediante la distrazione di risorse per oltre 50 milioni di euro, aggravandone il dissesto di circa 25 milioni di euro.

Le indagini e le accuse

In particolare l’amministratore, a partire dal 2010, avrebbe intrapreso una politica di dismissione di tutte le attività e delle partecipazioni della fallita in favore di un gruppo di circa 15 soggetti giuridici a lui riconducibili, con finalità del tutto estranee agli interessi sociali e prive di valide ragioni economiche. Infatti, per far fronte allo stato di crisi in cui versava già dal 2009, Farina avrebbe disposto la cessione dello stabilimento produttivo della società di Moncalieri, ricavandone 60 milioni di euro, importo in buona parte impiegato per finalità estranee agli interessi dell’impresa.

L’attività di indagine ha posto l’accento su diverse ipotesi di condotte distrattive fra le quali la distribuzione di dividendi e alcune concessioni di finanziamenti, mai restituiti, in favore delle altre società del gruppo, nonché cessioni di rami di azienda a prezzi inferiori a quelli reali e l’acquisizione di partecipazioni di società decotte, finalizzata a far fuoriuscire risorse dalla fallita.

Inoltre l’amministratore, al fine di nascondere la totale perdita del patrimonio netto societario e, conseguentemente, di procrastinare nel tempo l’inevitabile declaratoria fallimentare, a partire dal 2010, avrebbe predisposto bilanci d’esercizio non corrispondenti alla realtà dei fatti societari. Nel tentativo di evitare azioni di risarcimento da parte della curatela, l’indagato ha, infine, versato in favore del ceto creditorio, rappresentato dal curatore fallimentare, una significativa somma di denaro che, a seguito di ulteriori accertamenti, sarebbe stata sottratta da un’ulteriore società di cui è socio.
    
 

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